L’ente brasiliano Fundecitrus ha recentemente pubblicato l’inventario degli aranci della regione di San Paolo e della fascia agrumicola del Minas Gerais ovest-sud-ovest, offrendo una fotografia dettagliata e aggiornata. Questo imponente studio, giunto alla sua dodicesima edizione e condotto nei primi mesi dell’anno, ha richiesto un investimento di oltre cento professionisti, che hanno percorso più di 435 mila chilometri visitando circa 4.900 appezzamenti, ha permesso di raccogliere dati con il massimo rigore scientifico, supportati anche da immagini satellitari ad alta definizione.
I dati indicano che gli agrumeti occupano oggi complessivamente 410.974 ettari, registrando un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. All’interno di questa superficie, le principali varietà di arance destinate principalmente all’industria rappresentano 400.260 ettari, con una variazione positiva trainata soprattutto dal settore nord, dove si registra una forte crescita, contrapposta a una contrazione nel settore sud. Le restanti varietà di arance, indirizzate prevalentemente al mercato del fresco, occupano invece 10.714 ettari, segnando una crescita di circa il 4% per questo segmento, che risulta storicamente concentrato per il 76% nei settori sud e sud-ovest della regione, in particolare nelle aree agrumicole di Limeira e Porto Ferreira.
La varietà Pera rimane la regina indiscussa della fascia agrumicola con circa 78,5 milioni di alberi, una quota che rappresenta il 36% del totale dei 212,37 milioni di piante censite. Altre varietà di grande rilievo per l’economia del comparto sono la Valencia, che conta circa 54 milioni di alberi, e la Hamlin, con circa 25,6 milioni di alberi. Dal punto di vista delle epoche di maturazione, la Citrus Belt conta 49,13 milioni di alberi di varietà precoci, generalmente raccolte tra maggio e agosto. Le varietà di mezza stagione, la cui raccolta avviene tra luglio e ottobre, ammontano a 78,57 milioni di alberi, mentre le varietà tardive rappresentano la fetta più consistente con 84,67 milioni di alberi, raccolti prevalentemente tra ottobre e gennaio.
L’analisi strutturale mette in luce dati stabili per quanto riguarda l’età e la densità degli impianti. L’età media degli agrumeti maturi è di 11,8 anni, e la maggior parte degli alberi nella fascia agrumicola si concentra proprio in frutteti con più di dieci anni. La densità complessiva dei frutteti nell’inventario attuale è di 531 alberi per ettaro. Si nota tuttavia una chiara tendenza dei produttori all’infittimento dei nuovi impianti: i giovani frutteti in fase di impianto presentano infatti densità medie più elevate rispetto a quelli maturi, con 614 alberi per ettaro negli impianti realizzati nel 2024 e 626 alberi per ettaro in quelli realizzati nel 2025, per una media di 620 alberi per ettaro. Al contrario, i frutteti maturi mantengono una densità media inferiore, pari a 522 alberi per ettaro.
Un capitolo cruciale per il futuro del settore è legato all’irrigazione e alla gestione delle fitopatie. Gli agrumeti irrigui rappresentano oggi il 50,23% della superficie coltivata ad arance nella Citrus Belt, circa cinque punti percentuali in più rispetto all’inventario precedente, con picchi che superano l’80% nelle regioni del Triângulo Mineiro e di Bebedouro. L’ammodernamento tecnologico si scontra tuttavia con sfide produttive complesse: le stime per il raccolto della stagione 2026-2027 prevedono infatti una produzione di 255,2 milioni di cassette da 40,8 chili, un dato inferiore del 12,9% rispetto all’annata precedente e del 14,6% rispetto alla media dell’ultimo decennio. Questa riduzione è causata da condizioni climatiche avverse che hanno ridotto del 17% il numero di frutti per albero, ma anche dalla forte incidenza del greening, la devastante malattia degli agrumi che ha innalzato il tasso di caduta prematura dei frutti di 0,5 punti percentuali.
Proprio per rispondere alla pressione patogena del greening e salvaguardare i nuovi investimenti, i coltivatori stanno attuando una decisa strategia di espansione geografica verso aree di confine o completamente al di fuori della tradizionale Citrus Belt, dove prevenire la diffusione della malattia è più facile grazie a una minore pressione della malattia sul territorio. I dati ufficiali della Segreteria dell’Agricoltura dello Stato di San Paolo confermano la portata di questa migrazione: circa il 50% delle piante prodotte nei vivai dello Stato è stato spedito verso municipalità esterne alla storica fascia agrumicola. Di questa quota di nuove piantagioni extra-perimetro, il 49% è stato assorbito da altre aree del Minas Gerais, il 28% dal Mato Grosso do Sul, il 10% dal Paraná, il 7% dal Goiás e il restante 6% da altri Stati brasiliani, delineando una vera e propria mappa geopolitica dell’arancia nel tentativo di garantire la sostenibilità a lungo termine dell’agrobusiness nazionale.