Ghana: 148 milioni di euro per salvare il settore del cacao

La crisi dell’oro nero africano in Ghana tenta la via del decongestionamento finanziario attraverso un’iniezione di liquidità massiccia a ridosso delle elezioni presidenziali. Dopo settimane di fortissime tensioni politiche, proteste dei coltivatori rimasti senza liquidità e le pesanti accuse di default tecnico mosse dalle agenzie di acquisto, il Ghana Cocoa Board ha annunciato lo stanziamento straordinario di due miliardi e seicento milioni di cedis ghanesi, equivalenti a circa 170 milioni di dollari, a favore delle società di acquisto autorizzate. Questa mossa d’urgenza punta a disinnescare la bomba sociale che minacciava di bloccare i porti e paralizzare la filiera, soprattutto considerando che la prima parte della stagione aveva già visto l’erogazione statale di oltre 34 miliardi di cedis.

La ripartizione di questo nuovo fondo rivela la gravità dell’esposizione debitoria in cui versavano le campagne: circa 1,4 miliardi di cedis saranno vincolati esclusivamente al saldo dei pagamenti arretrati per i chicchi che i contadini avevano dovuto cedere a credito nei mesi scorsi. L’ente regolatore ha rassicurato il pubblico sul fatto che nessun agricoltore rimarrà escluso dai compensi e ha istituito un sistema di monitoraggio interno per verificare che le agenzie non dirottino il denaro, invitando i produttori con pendenze a rivalersi direttamente sui propri intermediari. Nel ringraziare la categoria per la pazienza dimostrata in una congiuntura definita ufficialmente complessa, le autorità cercano così di riaffermare l’impegno del governo nella tutela del settore.

Sebbene la misura provi a tamponare l’indigenza dei distretti rurali denunciata anche dai rapporti indipendenti della politica nazionale, la stabilità strutturale del comparto resta legata alle riforme nate durante i tavoli tecnici di metà anno. Per limitare l’impatto della volatilità dei futures di New York e Londra, che ha già imposto un taglio del 30 percento sul prezzo garantito per il raccolto intermedio fissato a 2.587 cedis per sacco, il Ghana sta accelerando la transizione verso un modello di finanziamento domestico che superi i vecchi prestiti internazionali. Parallelamente, la cooperazione transfrontaliera ha registrato una svolta strategica: per combattere il contrabbando, Ghana e Costa d’Avorio hanno concordato di allineare i prezzi minimi e di anticipare all’inizio di settembre l’avvio sincronizzato della nuova stagione agricola.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *