L’Associazione africana dei coltivatori di cacao COCEFAAA e caffè si prepara a lanciare una strategia su scala continentale per favorire la nascita di filiere sostenibili e tutelare l’economia rurale africana. La spinta verso l’integrazione regionale e l’ammodernamento dei sistemi agricoli si concretizzerà in autunno a Lagos, in Nigeria, dove è in programma una conferenza interamente dedicata a queste due materie prime strategiche. L’evento, organizzato in collaborazione con il Ministero federale dell’agricoltura locale e i principali istituti di ricerca di settore, si focalizzerà sulla costruzione di una catena del valore resiliente per l’Africa occidentale, centrale e orientale.
Le proiezioni economiche indicano che i mercati globali del cacao e del caffè sono destinati a una crescita imponente entro il 2035. Il valore del comparto del cacao dovrebbe salire dagli attuali 169 miliardi di dollari fino a superare i 245 miliardi, mentre il mercato del caffè potrebbe quasi raddoppiare, passando da 284 miliardi a oltre 486 miliardi di dollari. In questo scenario, il continente africano mantiene un ruolo di assoluto dominio produttivo, controllando circa il 70% della produzione mondiale di cacao e contribuendo per il 12,5% a quella del caffè. Tra i Paesi che stanno dimostrando maggiore tenacia produttiva spiccano nazioni storiche come Costa d’Avorio, Ghana e Camerun, affiancate da centri d’eccellenza per il caffè quali Etiopia, Uganda e Kenya.
In questo contesto, la Nigeria sta cercando di diversificare e ampliare il proprio portafoglio di esportazioni attraverso programmi mirati come l’Iniziativa di rinascita del caffè. Sfruttando modelli di partenariato tra pubblico e privato e la collaborazione con investitori internazionali, il piano punta a incrementare la produttività agricola adottando sistemi integrati di gestione del suolo. Questa ristrutturazione interna ha l’obiettivo di generare nuova occupazione, in particolare per donne e giovani, garantendo flussi stabili di valuta estera e fortificando la stabilità economica delle comunità rurali attraverso la diversificazione delle colture e l’applicazione di logiche di resilienza climatica.
La cooperazione tra i vari Stati produttori è considerata una priorità per mitigare i danni provocati dalla prolungata volatilità dei prezzi internazionali, un fenomeno che nel corso degli anni ha rallentato gli investimenti e minacciato la sussistenza quotidiana dei coltivatori. La nascita di un’alleanza unitaria e la nascita formale della prima associazione panafricana dei produttori serviranno proprio a dare maggiore peso contrattuale agli agricoltori sui tavoli globali, promuovendo contratti equi e standard di vita migliori.
L’agenda dei lavori per i prossimi mesi prevede un forte impegno sul fronte formativo ed ecologico. Le linee guida dell’azione comune impongono la transizione verso tecniche agricole che escludano la deforestazione e migliorino i processi di raccolta e stoccaggio. I tavoli tecnici si concentreranno sull’adeguamento tempestivo alle severe normative dell’Unione Europea in materia di deforestazione, sull’espansione dei sistemi di agroforestazione e sulle opportunità economiche derivanti dai crediti di carbonio, ponendo le basi per un mercato africano meno dipendente dalle speculazioni estere.


Lascia un commento