California e Georgia blindano le arance contro l’infezione della psilla

La diffusione dell’huanglongbing, nota anche come greening degli agrumi o HLB, continua ad avanzare negli Stati Uniti, mettendo a dura prova la coltivazione delle arance e la filiera del succo d’arancia. La patologia, veicolata dall’insetto psilla asiatica degli agrumi, provoca il blocco dei canali linfatici dell’albero, la caduta precoce dei frutti e il deperimento finale delle piante. L’infezione ha già provocato in passato un calo superiore al 90% nella produzione di arance in Florida, e le autorità fitosanitarie stanno attualmente intensificando i controlli per evitare un impatto analogo in altri territori ad alta vocazione agrumicola come la California e la Georgia.

In California, il Dipartimento dell’Agricoltura ha ampliato l’area di quarantena nella contea di San Diego a causa del rilevamento di nuovi alberi infetti. La misura coinvolge oltre ottanta coltivatori commerciali e quaranta vivai, obbligando i produttori di arance a sottoscrivere specifici accordi di conformità per poter raccogliere, vendere o avviare alla trasformazione industriale il proprio prodotto. Contestualmente, in Georgia si registra la comparsa della malattia sia in contesti residenziali sia all’interno di piantagioni commerciali. Gli esperti evidenziano come gli alberi privati o non gestiti rappresentino il principale vettore di diffusione dell’infezione verso gli agrumeti commerciali, compromettendo gli sforzi dei produttori per preservare i frutteti destinati sia al consumo fresco sia alla spremitura.

Sul fronte scientifico, un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università della Florida ha fornito per la prima volta un atlante microscopico dettagliato sul meccanismo di sviluppo dell’infezione all’interno della pianta. La ricerca rivela che il batterio responsabile dell’HLB danneggia in modo selettivo i tessuti fotosintetici, ostruendo il trasporto dei nutrienti nella corteccia, nelle foglie e nell’albedo dei frutti. Questo blocco causa un eccessivo accumulo di amido nella chioma e la progressiva degenarazione dei cloroplasti, mentre le radici subiscono un rapido deperimento per carenza di carbonio. La comprensione della sequenza biologica con cui la patologia intacca lo sviluppo delle arance rappresenta un passaggio fondamentale per mettere a punto nuove strategie di difesa a tutela della produzione globale di succo d’arancia.

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