Nel mese di luglio le esportazioni di caffè brasiliano hanno registrato un incremento del 9,9%, raggiungendo 3,03 milioni di sacchi da 60 chili e segnando un avvio positivo per la campagna agricola 2026/27. Nonostante il recupero mensile, il bilancio complessivo dei primi sette mesi dell’anno evidenzia un calo del 5,9% nei volumi totali spediti, attestatisi a 20,897 milioni di sacchi. Contestualmente, le entrate in valuta estera hanno subito una contrazione del 13,1%, scendendo a 7,449 miliardi di dollari a causa della combinazione tra minori volumi complessivi e un prezzo medio per sacco inferiore del 7,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A frenare una ripresa più marcata nel mese di luglio sono stati il ritardo della raccolta e i problemi infrastrutturali. Le precipitazioni nelle principali aree di coltivazione dell’Arabica hanno rallentato le operazioni sul campo, mentre le criticità logistiche nei porti nazionali continuano a causare ritardi e costi aggiuntivi per le aziende esportatrici. Tuttavia, l’avanzamento dei lavori di raccolta nella seconda metà di agosto e la capitalizzazione accumulata dai produttori grazie ai listini favorevoli dovrebbero garantire un flusso costante e un progressivo recupero dei volumi spediti entro la fine dell’anno.
Sul fronte dei mercati internazionali, gli Stati Uniti si confermano la principale destinazione per il caffè brasiliano con 2,59 milioni di sacchi importati da inizio anno, pur registrando una flessione del 30,5%. Seguono Germania, Italia, Belgio e Giappone, con il mercato italiano in controtendenza grazie a un aumento dell’8,3% degli acquisti. La recente eliminazione dei dazi statunitensi su tutte le tipologie di caffè dal Brasile è destinata a dare nuovo impulso alle spedizioni verso l’America del Nord nei prossimi mesi.
Per quanto riguarda le varietà esportate, il caffè Arabica costituisce il 71,7% del totale pur segnando un calo del 16,6%, mentre la tipologia Canephora, comprensiva di conilon e robusta, ha registrato una forte espansione con un aumento del 73,5% rispetto al 2025. I caffè speciali, apprezzati per i requisiti di qualità e sostenibilità, hanno generato 1,468 miliardi di dollari pur evidenziando un calo nei volumi, con Stati Uniti e Germania in testa alla classifica degli acquirenti. La quasi totalità delle merci ha lasciato il Paese attraverso il porto di Santos, che da solo gestisce oltre il 70% dei volumi, seguito dal complesso portuale di Rio de Janeiro.










