Il mercato globale del caffè si prepara ad affrontare mesi di estrema volatilità a causa della rapida intensificazione di El Niño, che si preannuncia come il principale fattore climatico in grado di condizionare la produzione agricola mondiale nella seconda metà del 2026. Le anomalie termiche registrate nel Pacifico equatoriale, vicine ai 2,0 °C, indicano un evento di forte intensità che sta già alterando i modelli di circolazione atmosferica e la distribuzione delle piogge su scala globale, accrescendo i rischi per le principali aree di coltivazione.
Il Brasile, leader mondiale nella produzione di caffè, si trova in una posizione particolarmente vulnerabile. Le stime dell’agenzia statale Conab prevedevano inizialmente un raccolto record di 66,7 milioni di sacchi da 60 chilogrammi tra varietà arabica e canephora (che include robusta e conilon). Tuttavia, le proiezioni dell’Associazione brasiliana dell’industria del caffè indicano che il caldo anomalo e le precipitazioni irregolari legate a El Niño rischiano di tagliare dal 15% al 20% della produzione prevista. Un simile calo, pur rientrando nelle oscillazioni standard in tempi normali, assume contorni preoccupanti nell’attuale contesto di mercato.
I primi segnali di criticità si sono già manifestati nelle scorse settimane, con piogge insolite e superiori ai 50 millimetri registrate nelle regioni dell’arabica. Queste precipitazioni fuori stagione hanno ritardato le operazioni di raccolta, provocando la caduta a terra di una quantità significativa di ciliegie di caffè e compromettendo la qualità complessiva dei chicchi. Anche nello stato di Espírito Santo, polo principale del caffè canephora, i coltivatori registrano una preoccupante irregolarità meteorologica, caratterizzata da lunghi periodi di siccità interrotti da rovesci brevi e violenti. Il timore principale è che la scarsità d’acqua e le temperature sopra la media possano protrarsi fino all’inizio del 2027, ostacolando la corretta maturazione dei frutti.
L’impatto di El Niño si svilupperà su due fronti temporali distinti. Durante il periodo del raccolto brasiliano, concentrato nei mesi estivi, l’eventuale persistenza di piogge superiori alla norma ostacolerà le delicate fasi di essiccazione e conservazione del prodotto. Successivamente, con l’arrivo di settembre, l’attenzione si sposterà sul delicatissimo periodo della fioritura, una fase biologica che richiede un preciso equilibrio di umidità e temperature. Calore eccessivo e precipitazioni scarse o tardive in questo frangente possono provocare fioriture disomogenee e infruttuose, complicando le future operazioni di raccolta e riducendo ulteriormente la qualità dei raccolti.
Nonostante lo scenario complesso, i produttori brasiliani dispongono oggi di strumenti di difesa superiori rispetto ai passati episodi di El Niño. Negli ultimi anni gli investimenti in tecnologia agricola sono cresciuti notevolmente, in particolare attraverso la rapida espansione dei sistemi di irrigazione artificiale per ridurre la dipendenza dalle piogge stagionali e la selezione di piante più resistenti agli stress termici.
Tuttavia, l’efficacia di tali misure di mitigazione dovrà misurarsi con la reale portata del fenomeno nei prossimi mesi. Gli operatori di mercato e le cooperative di produttori mantengono un monitoraggio costante, consapevoli che l’evoluzione del clima nel Centro-Sud del Brasile determinerà l’equilibrio dei prezzi e delle forniture di caffè a livello globale per i mesi a venire.










