La Commissione europea ha adottato, lunedì 13 luglio 2026, due nuove importanti misure che completano il pacchetto di semplificazione della normativa anti-deforestazione (Eudr), introducendo novità destinate a ridisegnare i flussi commerciali globali, in particolare per quanto riguarda il settore del caffè. I provvedimenti approvati a Bruxelles includono un Regolamento delegato che modifica l’elenco delle materie prime soggette ai controlli e un Regolamento di esecuzione per ottimizzare il funzionamento del Sistema Informativo dell’Unione Europea.
La novità più rilevante per la filiera caffeicola, annunciata ufficialmente in questa stessa data di lunedì 13 luglio 2026, riguarda l’inclusione formale del caffè istantaneo e solubile tra i prodotti soggetti alle severe restrizioni comunitarie a partire dal 30 dicembre 2027. Questa estensione punta a garantire certezza del diritto e a prevenire la delocalizzazione della deforestazione lungo le catene di approvvigionamento globali, concedendo al contempo alle aziende un periodo di adeguamento per allinearsi ai nuovi standard.
I produttori internazionali, in particolare in Brasile, che rappresenta il primo esportatore mondiale, non sono stati colti di sorpresa dalla decisione. L’industria del caffè solubile aveva già previsto questo scenario fin dall’inclusione del caffè verde nelle prime bozze del regolamento e ha avviato da tempo i preparativi per conformarsi ai requisiti europei. Le associazioni di categoria spiegano che le aziende stanno già implementando e testando sofisticati sistemi di tracciabilità.
Questi sistemi incrociano i dati identificativi dei produttori con i registri ambientali rurali e altre banche dati pubbliche, permettendo di verificare con precisione la geolocalizzazione dei terreni. In questo modo è possibile escludere l’esistenza di deforestazione successiva al limite stabilito dalle normative europee, monitorando contemporaneamente il rispetto delle leggi sul lavoro e la regolarità ambientale della proprietà. Oltre alla tracciabilità sul campo, l’industria del caffè solubile sta integrando sistemi di controllo interni agli impianti industriali per monitorare l’intero processo di trasformazione.
Le preoccupazioni dei produttori non riguardano tanto il rispetto effettivo dei criteri, data la sostanziale assenza di problemi legati alla deforestazione nelle principali aree di coltivazione del caffè, quanto la complessità burocratica delle verifiche che l’Unione Europea andrà ad effettuare.
La transizione verso le nuove regole avviene in una fase di forte dinamismo commerciale. L’accordo di libero scambio tra il Mercosur e l’Unione Europea, entrato in vigore il primo maggio scorso, prevede infatti una riduzione graduale delle tariffe doganali per il caffè solubile fino al completo azzeramento nell’arco di cinque anni. Questo scenario rende l’adeguamento tempestivo alle norme anti-deforestazione ancora più cruciale per mantenere e rafforzare la competitività del caffè sui mercati europei.


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