In occasione del vertice di alto livello tenutosi ad Abidjan il 16 giugno 2026, la Costa d’Avorio e il Ghana hanno rinnovato il loro impegno congiunto per promuovere un’economia del cacao sostenibile, ponendo i coltivatori al centro delle priorità di governance e della condivisione del valore. I presidenti dei due paesi, Alassane Ouattara e John Dramani Mahama, hanno riaffermato i principi della Dichiarazione di Abidjan del 2018, sottolineando la responsabilità speciale delle due nazioni che insieme rappresentano circa il 60% della produzione mondiale. Nonostante i progressi storici ottenuti con la creazione dell’Iniziativa Costa d’Avorio-Ghana per il Cacao (CIGCI) e l’introduzione del Differenziale di Reddito di Sostenibilità, il settore si trova ad affrontare sfide cruciali come la volatilità dei mercati, il cambiamento climatico, l’estrazione mineraria illegale e le rigide normative internazionali sulla tracciabilità. Sebbene l’Africa generi l’80% della produzione globale, i paesi produttori catturano ancora solo una quota marginale del valore finale della filiera del cioccolato, motivo per cui l’alleanza punta a incrementare la trasformazione locale, stimolare i consumi regionali ed estendere l’iniziativa ad altri Stati africani per consolidare il potere contrattuale collettivo.
L’armonizzazione delle politiche dei prezzi alla produzione emerge come una misura strategica fondamentale, difesa dal ministro delle Finanze ghanese, Cassiel Ato Forson, intervenuto ad Abidjan in qualità di presidente del comitato direttivo del CIGCI. Forson ha evidenziato come le disparità tariffarie tra i due paesi confinanti alimentino il contrabbando transfrontaliero e creino una concorrenza superflua che danneggia i profitti dei coltivatori. Sulla stessa linea, il direttore generale del Ghana Cocoa Board (COCOBOD), Randy Abbey, ha richiamato l’importanza di rafforzare la fiducia, la trasparenza e l’impegno reciproco, superando approcci frammentari che indebolirebbero la capacità di negoziazione sui mercati internazionali. Secondo i vertici del settore, solo un’azione coordinata e un fronte unito permetteranno di garantire una remunerazione equa ai produttori a fronte di una domanda globale sempre più orientata verso standard sostenibili.
Oltre alle dinamiche di mercato, i governi sono al lavoro per contrastare le minacce interne che gravano sulle piantagioni. In Ghana, l’estrazione illegale dell’oro rappresenta un grave pericolo per l’ambiente e per la tenuta a lungo termine dell’agricoltura, distruggendo terreni fertili e degradando il territorio. Per fare fronte a questa emergenza e per rafforzare il quadro normativo complessivo dell’industria, le autorità ghanesi stanno elaborando un nuovo disegno di legge attraverso il COCOBOD, volto a tutelare le aree coltivabili e a salvaguardare la fonte di sussistenza di milioni di cittadini.
In questo scenario di riforma e cooperazione strategica, il governo del Ghana ha assunto una posizione di tutela diretta verso i propri agricoltori. Nonostante i prezzi globali del cacao abbiano registrato un calo, il COCOBOD ha annunciato che il prezzo alla produzione per la stagione di raccolta leggera, attiva da giovedì 18 giugno 2026, rimarrà invariato. Le tariffe stabilite, firmate dal vicedirettore responsabile dell’agronomia e del controllo qualità Francis Baah, prevedono un valore di 1.241,76 cedi ghanesi per carico da 30 chilogrammi per le fave di grado primo e secondo, 2.587,00 cedi per sacco da 64 chilogrammi lordi e una quota fissa di 41.392,00 cedi per tonnellata. Questa scelta punta a trasmettere stabilità e fiducia alla filiera nazionale, confermando l’orientamento emerso nei tavoli bilaterali di Abidjan volto a proteggere il reddito rurale dalle oscillazioni e a garantire un futuro più equo per i produttori dell’Africa occidentale.


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