Dati ICO: l’arabica flette sui mercati mondiali, resiste la qualità robusta

Secondo quanto emerso dall’ultimo rapporto della International Coffee Organization relativo al mese di maggio 2026, il mercato globale del caffè sta attraversando una fase di diffuso riassestamento dei prezzi, guidata principalmente dalle prospettive di un incremento dell’offerta globale. L’indice di riferimento del settore, l’I-CIP, ha registrato una flessione media del 3,8% rispetto ad aprile, attestandosi a 256,05 centesimi di dollaro per libbra. Questa tendenza al ribasso riflette la reazione degli operatori commerciali di fronte alla conferma, da parte della Conab, di stime di produzione record per il Brasile in vista dell’anno raccolto 2026/27. Le attese di ampie disponibilità sul mercato hanno pesato in particolar modo sulle varietà di arabica, mentre i chicchi di qualità robusta hanno mostrato un andamento in controtendenza, mantenendo una sostanziale stabilità.

I dati dettagliati dell’organizzazione evidenziano una flessione generalizzata per i segmenti più pregiati. I prezzi dei caffè Colombian Milds e degli Other Milds sono infatti diminuiti rispettivamente del 3,3% e del 4,8% nel confronto mensile. La riduzione più marcata ha interessato la categoria dei Brazilian Naturals, le cui quotazioni sono scese del 6,4% a maggio, scendendo a una media di 293,73 centesimi per libbra. Al contrario, il mercato dei caffè robusta ha manifestato una maggiore tenuta logistica e commerciale, mettendo a segno un lieve incremento dell’1,1% e portando il valore medio a 166,51 centesimi per libbra. Questo andamento divergente ha prodotto una sensibile contrazione dell’arbitraggio tra i mercati dei futures di Londra e New York, che ha registrato una flessione del 13,1%, sottolineando la fiducia degli investitori nel recupero della produzione di arabica.

Sul fronte logistico e degli stoccaggi, la International Coffee Organization rileva una situazione differenziata tra le principali piazze di scambio. Le scorte certificate di robusta a Londra hanno mostrato una variazione minima, diminuendo appena dello 0,1% per chiudere il mese a un totale di 0,72 milioni di sacchi da 60 chili. Sul versante opposto, le scorte di arabica monitorate dal New York ICE Futures US hanno evidenziato una netta ripresa, crescendo del 12,6% e raggiungendo quota 0,84 milioni di sacchi. Dal punto di vista dei flussi commerciali globali, i dati consolidati relativi al mese di aprile 2026 indicano una leggera contrazione delle esportazioni mondiali di caffè, che sono scese dello 0,9% fermandosi a 12,05 milioni di sacchi rispetto ai 12,16 milioni registrati nello stesso mese dell’anno precedente.

Nonostante la flessione mensile delle spedizioni, il bilancio complessivo dei primi sette mesi dell’anno caffè 2023/24 delinea un quadro macroeconomico decisamente solido per il commercio internazionale. Da ottobre ad aprile, le esportazioni globali cumulative hanno raggiunto gli 80,95 milioni di sacchi, segnando una crescita rilevante dell’11,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’analisi per macro-aree geografiche evidenzia performance eccellenti per il Sudamerica, che ha guidato l’espansione globale registrando un balzo dell’export pari al 41,7% in sette mesi, trainato dal recupero dei raccolti brasiliani. Al contrario, l’Asia e l’Oceania hanno subito un rallentamento nei transiti commerciali, con una contrazione delle spedizioni del 10,7% imputabile principalmente ai minori volumi esportati da Vietnam e Indonesia.

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