Il comparto internazionale delle arance si trova a fare i conti con un profondo riassetto delle rotte commerciali e con l’impatto di pesanti anomalie climatiche che stanno stravolgendo i piani dei principali paesi produttori. Il Sudafrica, che dopo i record del precedente anno puntava a incrementare ulteriormente le spedizioni complessive di agrumi verso l’estero, sta affrontando una duplice crisi, logistica e meteorologica, che rischia di ridisegnare i flussi interni al mercato europeo.
Sul fronte geopolitico, i blocchi stradali e le forti tensioni nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso hanno quasi azzerato le spedizioni verso il Medio Oriente, un’area che storicamente assorbe circa il venti per cento delle esportazioni sudafricane. Con le compagnie assicurative che non coprono più il passaggio delle navi lungo le rotte mediorientali, gli esportatori si sono visti costretti a reindirizzare i carichi di arance, gestiti in fretta e furia, verso l’Europa. Questo massiccio afflusso sta aumentando la pressione competitiva all’interno del mercato comunitario, dove i produttori sudafricani si trovano di fatto a competere tra loro. Il viaggio verso il Vecchio Continente è inoltre penalizzato da ritardi di due o tre settimane, causati dalla scelta di rotte più lunghe che circumnavigano l’Africa o passano per la Turchia, con un conseguente aumento dei costi del carburante che va a erodere i margini di guadagno. A ciò si aggiungono le criticità logistiche interne al Sudafrica, dove la carenza di trasporti su rotaia obbliga all’utilizzo dei camion, e la scarsità di fertilizzanti importati dall’Arabia Saudita, un fattore che fa già temere raccolti inferiori per la prossima stagione.
A complicare lo scenario sono intervenute violente piogge e inondazioni che hanno colpito le province del Capo Orientale e del Capo Occidentale, zone che da sole rappresentano quasi la metà della superficie agrumicola sudafricana. I fiumi esondati e lo straripamento delle dighe hanno sommerso interi frutteti nel pieno della stagione, distruggendo la frutta pronta per l’esportazione e investendo una quota stimata tra il dieci e il dodici per cento della produzione locale. Molti coltivatori hanno perso i raccolti e i nuovi alberi appena piantati, mentre il fango ha reso a lungo inaccessibili i campi.
Le conseguenze dell’alluvione in Sudafrica hanno immediatamente innescato un allarme fitosanitario in Europa. L’organizzazione agricola spagnola LA UNIÓ ha chiesto alla Commissione europea e al Ministero dell’Agricoltura un blocco precauzionale e un rafforzamento immediato dei controlli alle frontiere. L’alto livello di umidità rimasto nei frutteti sudafricani alluvionati favorisce infatti la proliferazione di malattie fungine, in particolare della maculatura nera degli agrumi. Si tratta di una patologia del tutto assente nei canali commerciali europei e che i produttori locali, già sottoposti a rigidi protocolli di produzione, chiedono di monitorare con ispezioni e campionamenti straordinari per evitare il contagio del patrimonio agricolo continentale.
Nel frattempo, proprio in Spagna, la Comunità Valenciana ha concluso la propria campagna delle arance registrando un calo del cinque per cento nei volumi esportati, che si sono attestati a poco meno di 620.000 tonnellate. La flessione della produzione iberica è stata causata da parassiti, problemi meteorologici legati al clima instabile e alla concorrenza dei paesi terzi. Nonostante la riduzione delle quantità vendute, il fatturato complessivo ha retto l’urto, segnando una flessione contenuta ad appena l’uno e sei per cento e dimostrando una buona tenuta dei prezzi alla produzione. Le attività per le varietà tardive di arance, come Navel Powell, Valencia Late e Valencia Midknight, si sono ufficialmente concluse a maggio, beneficiando nell’ultima fase di piogge primaverili che hanno aumentato il calibro e il valore commerciale dei frutti. Nonostante le preoccupazioni per i possibili carichi sudafricani deviati in Europa, la domanda interna all’Unione Europea si è mantenuta solida, permettendo ai listini delle arance spagnole di registrare persino lievi incrementi nelle ultime transazioni della stagione.


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