Migros e Lindt fanno pace, ma per i consumatori i prezzi restano alti

Il prezzo del cioccolato nei supermercati continua a salire, e il recente caso Migros–Lindt ha riportato l’attenzione su un fenomeno che riguarda ormai molti Paesi. Dopo settimane di trattative, Migros e Lindt & Sprüngli hanno trovato un accordo sui prezzi di acquisto e i prodotti del marchio torneranno sugli scaffali in tempo per il periodo natalizio. Nelle settimane precedenti, in alcuni negozi si erano verificate carenze di cioccolato a causa della disputa commerciale. Per ora i prezzi al dettaglio rimangono invariati, ma ulteriori adeguamenti potrebbero arrivare nel 2026.

Questo episodio riflette una tendenza più ampia che riguarda le famiglie: in molti Paesi i prezzi del cioccolato stanno salendo ben oltre l’inflazione media dei generi alimentari. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, in Italia a ottobre 2025 il cioccolato ha registrato un aumento del prezzo al consumo di circa 2,7% in un mese e di oltre 10% rispetto all’anno precedente, con cacao e cioccolato in polvere che costano oltre il 21% in più rispetto all’anno prima.

A livello internazionale la situazione è simile. Nel Regno Unito, ricerche di mercato mostrano che il prezzo del cioccolato è aumentato di circa 16,5% nell’ultimo anno, molto più della media dei prodotti alimentari nei supermercati. I consumatori britannici hanno notato rincari anche su prodotti specifici come uova di Pasqua e confezioni di cioccolatini.

La ragione principale sta nel costo della materia prima, il cacao, che negli ultimi anni ha vissuto forti oscillazioni. Anche se le quotazioni internazionali del cacao sono scese dai record del 2024, restano a livelli storicamente elevati e mettono pressione sui produttori, che trasferiscono parte dei costi alla distribuzione.

A questo si aggiungono i rincari di altri ingredienti chiave, come zucchero e burro di cacao, oltre all’aumento dei costi di trasporto e logistica. In alcuni mercati, le aziende hanno modificato le ricette dei propri prodotti per contenere i costi.

Ad esempio negli ultimi giorni è emerso che Nestlé ha modificato la ricetta di alcuni prodotti iconici nel Regno Unito, riducendo la percentuale di cacao e aumentando ingredienti più economici per evitare aumenti di prezzo troppo bruschi per i consumatori.

Per i consumatori, tutto ciò si traduce in una spesa più alta per un prodotto considerato quotidiano. Le discussioni tra produttori e distributori, come nel caso Migros–Lindt, mostrano quanto sia complesso trovare un equilibrio tra sostenibilità della filiera e prezzi accessibili. Con le trattative sui listini del 2026 già in corso, il tema del costo del cioccolato è destinato a rimanere d’attualità nei prossimi mesi.

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