Il mercato del cacao in Brasile mostra chiari segnali di ripresa e chiude la campagna agricola 2025/2026 con un incremento significativo della disponibilità di materia prima sul mercato interno. I dati della filiera diffusi dall’Associazione Nazionale delle Industrie di Trasformazione del Cacao rivelano che tra ottobre 2025 e settembre 2026 sono state ricevute complessivamente 226.497 tonnellate di fave di cacao, segnando un aumento del 25,3% rispetto al ciclo precedente. L’andamento positivo è stato spinto soprattutto dai risultati del terzo trimestre, periodo in cui sono state registrate 71.652 tonnellate, con una crescita del 7,7% rispetto al trimestre precedente e del 5,0% rispetto allo stesso intervallo del 2025, toccando il volume più alto degli ultimi tre anni per questo specifico trimestre.
Questo miglioramento riflette la naturale stagionalità del raccolto brasiliano, che concentra i volumi principali tra i mesi di aprile e settembre. Come sottolineato dall’associazione di categoria, questi numeri rappresentano una boccata d’ossigeno per il settore, ma non equivalgono ancora a un pieno recupero strutturale della produzione. Per consolidare questa tendenza nei prossimi cicli sarà infatti fondamentale garantire continuità nelle condizioni climatiche, nella tutela della salute delle colture, nel sostegno dell’assistenza tecnica e negli investimenti sul campo.
Parallelamente all’aumento dell’offerta di materia prima grezza, si registra una reazione positiva nel settore della trasformazione e delle esportazioni di derivati. Nel terzo trimestre dell’anno la lavorazione ha raggiunto le 53.743 tonnellate, in aumento dell’8,1% rispetto al trimestre precedente e del 16,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Guardando al periodo cumulativo da gennaio a settembre, la quota lavorata tocca le 155.169 tonnellate, segnando un +7,7% su base annua, pur rimanendo ancora al di sotto dei volumi registrati nei due anni precedenti. La ripresa industriale si scontra ancora con una domanda finale che non è tornata del tutto ai livelli pre-crisi, rendendo essenziale un consolidamento dei consumi di prodotti raffinati per trasformare la maggiore offerta in nuove opportunità di occupazione e reddito.
L’incremento della produzione interna ha avuto un impatto immediato anche sulla bilancia commerciale della materia prima grezza. Per il secondo trimestre consecutivo il Brasile non ha effettuato alcuna importazione di fave di cacao. Il volume complessivo importato da inizio anno, pari a 18.068 tonnellate e calato del 57,1% rispetto al 2025, è entrato interamente nel mercato durante il primo trimestre. Questo blocco degli acquisti dall’estero negli ultimi sei mesi è la conseguenza diretta della disponibilità di cacao nazionale e di un ritmo di lavorazione non ancora a pieno regime. L’industria evidenzia comunque che le importazioni mantengono una funzione complementare, la cui necessità varia costantemente a seconda dell’equilibrio tra domanda e offerta.
Sul fronte delle spedizioni all’estero, le esportazioni di prodotti raffinati hanno messo a segno una crescita marcata. Nel terzo trimestre sono state esportate 17.311 tonnellate di derivati, con un balzo del 22,1% rispetto al trimestre precedente e del 54,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel complessivo dei primi nove mesi dell’anno, il totale esportato raggiunge le 44.050 tonnellate, registrando una crescita del 10,2% su base annua. Argentina e Stati Uniti si confermano i mercati di riferimento principali, assorbendo ciascuno circa il 32% dei volumi spediti nel trimestre. Al contempo, le importazioni di raffinati verso il Brasile sono diminuite del 16,1% nel trimestre, attestandosi a 9.373 tonnellate, a conferma di un mercato interno che muove i primi passi verso la ripresa ma mantiene elementi di fragilità.
Il panorama brasiliano si inserisce in un contesto internazionale che sta gradualmente superando la fase più acuta della crisi di offerta. Le analisi di mercato indicano che il terzo trimestre è stato caratterizzato da un riallineamento dei prezzi a livello globale, favorito dalla ripresa della produzione nei paesi chiave dell’Africa occidentale, in particolare la Costa d’Avorio. Il progressivo rifornimento delle scorte internazionali ha alleviato le pressioni sui mercati, anche se la ripresa della domanda globale si dimostra ancora disomogenea, favorendo segmenti come la polvere di cacao rispetto al burro e alla massa di cacao.
Per i mesi conclusivi dell’anno l’attenzione degli operatori globali rimane concentrata sull’avvio della nuova stagione agricola in Africa occidentale. L’accumulo di scorte registrato nel corso dell’ultimo ciclo produttivo limita i rischi immediati di carenze sul mercato, ma le incertezze sulle condizioni meteorologiche relative al fenomeno di El Niño e i segnali di rallentamento nello sviluppo dei baccelli in Ghana e Costa d’Avorio mantengono elevata la volatilità dei listini. L’evoluzione della filiera brasiliana e internazionale nei prossimi mesi dipenderà quindi dal sottile equilibrio tra la tenuta dei raccolti futuri e la capacità di ripresa dei consumi nei principali mercati mondiali.


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