Il settore caffeicolo dell’Honduras si prepara a una stagione di crescita significativa, con previsioni che indicano una produzione di 5,53 milioni di sacchi da 60 kg per l’annata 2025/26, destinata a salire ulteriormente fino a 6,03 milioni nel periodo 2026/27. Questo incremento del 9% segnerebbe il ritorno ai livelli produttivi di quattro anni fa, sostenuto da una combinazione di fattori agronomici e cicli naturali. La ripresa è attribuita principalmente a una migliore nutrizione delle piante, all’espansione delle aree produttive e alla maturazione di nuove piantagioni, oltre a cicli di produzione biennali favorevoli e pratiche di potatura più efficaci.
Nonostante le prospettive ottimistiche, il mercato deve fare i conti con una marcata volatilità dei prezzi. Sebbene i valori di riferimento abbiano mostrato una tendenza al ribasso a fine marzo 2026, spinti dalle aspettative di un raccolto abbondante in Brasile, i prezzi al dettaglio non hanno ancora subito adeguamenti significativi a causa delle scorte esistenti e delle strutture contrattuali. Sullo sfondo rimangono rischi concreti legati al clima, come la possibilità di gelate precoci in Brasile che potrebbero invertire la rotta e spingere i prezzi mondiali verso l’alto.
A livello locale, l’Honduras consolida la sua posizione di leader centroamericano e ottavo esportatore mondiale di caffè, concentrando la produzione di varietà pregiate come Bourbon, Catuai e Caturra in sei regioni chiave situate tra i 1.000 e i 1.600 metri di altitudine. Il settore sta inoltre accelerando verso la sostenibilità per rispondere alle nuove normative internazionali, come il regolamento dell’Unione Europea sulla deforestazione (EUDR), con il supporto tecnico dell’Istituto Honduregno del Caffè (IHCAFE).
L’industria deve tuttavia affrontare sfide interne non trascurabili, tra cui l’aumento dei costi operativi legati al carburante e l’incertezza nelle forniture di fertilizzanti dovuta alle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico. Anche l’aspetto fitosanitario richiede costante monitoraggio: l’incidenza della ruggine del caffè ha registrato un lieve aumento, raggiungendo l’8,44% a livello nazionale nel marzo 2026, una situazione che impone cautela soprattutto per i piccoli produttori con limitato accesso al credito.
Sul fronte dei consumi, la cultura del caffè in Honduras mostra una resilienza sorprendente, con una crescita prevista del 9% trainata soprattutto dai giovani e dalla diffusione di nuovi formati di consumo, come le macchine a capsule, nei centri commerciali e nelle aree urbane. Nonostante il Paese sia un grande produttore di Arabica, continua a importare caffè solubile e miscele a basso costo per soddisfare la domanda interna più sensibile ai prezzi, mantenendo la produzione locale focalizzata sui mercati esteri ad alto valore aggiunto.










