La crisi climatica continua a scuotere i mercati internazionali delle materie prime, innescando una nuova tempesta sul prezzo del cacao. Nella giornata di mercoledì, le quotazioni hanno registrato un netto rialzo per la terza sessione consecutiva, portando i listini di New York ai massimi degli ultimi sei mesi e quelli di Londra ai livelli più alti degli ultimi sette mesi.
Alla base di questa impennata verticale, che si protrae ormai da tre settimane, ci sono le piogge torrenziali e le devastanti inondazioni che stanno flagellando la Costa d’Avorio e il Ghana, i due paesi dell’Africa occidentale che insieme garantiscono oltre il sessanta per cento dell’offerta mondiale di cacao. La situazione sul campo è drammatica, con un bilancio umanitario pesante che nella sola Costa d’Avorio ha già fatto registrare decine di vittime e costretto decine di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case.
Il maltempo sta paralizzando l’intera filiera produttiva e logistica. Le strade rurali sono completamente allagate e impraticabili, bloccando di fatto l’accesso degli agricoltori alle piantagioni e impedendo il trasporto dei chicchi verso i porti principali per l’esportazione. A questo si aggiunge un grave allarme fitosanitario: l’eccesso di umidità e la persistente mancanza di sole stanno impedendo la corretta essiccazione del raccolto e stanno favorendo la rapida diffusione di malattie distruttive per gli alberi, come il marciume bruno e il marciume nero.
Con i terreni ormai saturi d’acqua e le previsioni meteorologiche che annunciano ulteriori precipitazioni sopra la media per le prossime settimane, lo spettro di un drastico calo della produzione globale mantiene i mercati in forte tensione, mentre gli analisti guardano con preoccupazione anche ai possibili risvolti della successiva stagione calda.


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