Il mercato globale del cacao è in una fase di forte pressione al ribasso, culminata oggi con il crollo dei prezzi ai minimi da una settimana e mezza. A pesare in modo decisivo sui listini sono i segnali di una debolezza strutturale della domanda globale, evidenziata in particolare dai dati di macinazione giunti dall’Europa. L’European Cocoa Association ha infatti pubblicato ieri il suo rapporto per il secondo trimestre del 2026, rivelando una contrazione dei consumi nel Vecchio Continente decisamente superiore alle aspettative.
Nel secondo trimestre del 2026, le lavorazioni di cacao in Europa si sono attestate a 316.366 tonnellate, registrando un calo del 4,6% rispetto alle 331.762 tonnellate dello stesso periodo del 2025. Questo dato ha ampiamente superato le previsioni degli analisti, che stimavano una contrazione più contenuta dell’1,5% su base annua, e rappresenta il livello più basso per un secondo trimestre negli ultimi sei anni, avvicinandosi alle 314.108 tonnellate registrate nel secondo trimestre del 2020. Guardando al primo semestre dell’anno, la lavorazione cumulativa dei primi sei mesi del 2026 ha raggiunto le 642.261 tonnellate, segnando un calo del 6,3% su base annua rispetto alle 685.284 tonnellate del primo semestre del 2025. Alla rilevazione di questo trimestre hanno partecipato 19 soggetti industriali, tra cui figurano grandi gruppi internazionali e trasformatori come Barry-Callebaut, Cargill, Ferrero, Nestlé, Mondelez e ICAM. I dati storici mostrano come il comparto stia affrontando una costante parabola discendente rispetto ai picchi del secondo trimestre del 2024 (357.502 tonnellate) e del 2022 (364.081 tonnellate).
A fronte del marcato rallentamento europeo, i mercati non hanno trovato un sostegno sufficiente a stabilizzare i listini nemmeno nell’ottima performance della domanda asiatica. L’Asian Cocoa Association ha infatti riportato una decisa ripresa dei consumi nell’area nel secondo trimestre, registrando un balzo del 25% su base annua nelle lavorazioni di cacao, salite a 224.646 tonnellate. Si tratta di un risultato straordinario se confrontato con le stime preliminari, che indicavano un progresso più modesto del 9%. Tuttavia, l’entusiasmo per la crescita asiatica è stato frenato dai timori legati alla contrazione della domanda nei mercati occidentali.
Ad aggravare il quadro complessivo e a deprimere ulteriormente le quotazioni contribuiscono anche i segnali di un progressivo aumento dell’offerta globale della materia prima. Secondo quanto riferito da Bloomberg, le esportazioni di cacao dalla Nigeria hanno registrato un balzo significativo nel mese di giugno, segnando un aumento del 30% su base annua e raggiungendo le 18.922 tonnellate. L’incremento dei flussi da parte di uno dei principali produttori africani acuisce i timori di un potenziale surplus di offerta fisica sul mercato, alimentando il sentiment ribassista tra gli operatori.


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