Il boom della produzione frena i prezzi mondiali del caffè

Il mercato globale del caffè sta attraversando una fase di forte compressione dei prezzi, trainata da prospettive di offerta in netto miglioramento che stanno avendo la meglio sulle pesanti tensioni geopolitiche internazionali. Secondo l’ultimo report mensile dell’Organizzazione Internazionale del Caffè, l’indice composito di riferimento si è attestato ad aprile a una media di 266,29 centesimi di dollaro per libbra, segnando un calo del 2,7 per cento rispetto a marzo e una contrazione superiore al venti per cento nel confronto annuale con l’aprile dello scorso anno. La tendenza al ribasso è proseguita anche nella prima metà di maggio, con l’indice sceso ulteriormente a una media di 2,5994 dollari per libbra e la varietà arabica che ha toccato il minimo a breve termine degli ultimi diciotto mesi.

A condizionare lo scenario attuale è un delicato equilibrio tra due forze opposte che alimentano una volatilità stabile al nove per cento. Da un lato pesano i fattori geopolitici, in particolare la chiusura dello Stretto di Hormuz iniziata a marzo, che ha provocato un rincaro del petrolio greggio del 55,8 per cento e un aumento dei costi del trasporto marittimo e delle assicurazioni superiore al 43 per cento. Dall’altro lato, a spingere i listini verso il basso è l’attesa per un incremento della produzione globale dopo anni caratterizzati da pesanti deficit. Questo secondo fattore ha assunto un ruolo predominante nelle ultime settimane, sostenuto dalle notizie di un raccolto eccezionale in Brasile, dove la raccolta della varietà robusta è già in corso ed è appena iniziata quella dell’arabica. Le stime delle società di consulenza per la produzione brasiliana oscillano tra i 66,2 e i 79,5 milioni di sacchi.

Il calo dei prezzi ha colpito in modo differenziato le diverse qualità, registrando la flessione più vistosa nel comparto del robusta, che ad aprile ha perso circa il sette per cento rispetto al mese precedente, toccando i minimi da febbraio 2024 e assestandosi a 1,6464 dollari per libbra. Più contenute le perdite per l’arabica, con i colombiani dolci in calo dello 0,9 per cento a 3,3456 dollari e il caffè verde brasiliano in flessione attorno al due per cento a 3,1376 dollari. Parallelamente, anche le borse di New York e Londra hanno registrato ribassi rispettivamente dell’1,9 e del 7,2 per cento. Sul fronte delle scorte di borsa del circuito Ice, la tendenza generale degli ultimi due mesi è rimasta calante, offrendo un parziale supporto ai prezzi: i magazzini dell’arabica sono scesi al livello minimo degli ultimi due mesi e tre quarti con 456.462 sacchi, mentre i lotti di robusta, dopo aver toccato il minimo biennale a quota 3.631, hanno mostrato un recente rimbalzo portandosi a 3.845 unità.

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