L’Egitto sta portando avanti un’importante strategia di espansione nel settore agrumicolo globale, puntando in particolare sul mercato delle arance, supportata da massicci investimenti infrastrutturali e dall’apertura di nuove rotte commerciali. Tra le tappe più recenti di questa crescita si registra il via libera formale da parte delle autorità fitosanitarie del Perù all’importazione di arance egiziane, nell’ambito di una serie di accordi tecnici che hanno aperto alle produzioni del paese nordafricano anche i mercati di Panama e Messico. L’espansione commerciale si inserisce in un piano economico nazionale che mira a incrementare del 25% il valore delle esportazioni agroalimentari per raggiungere la quota di 14 miliardi di dollari.
A sostegno di questa proiezione sui mercati esteri, l’Egitto ha definito la pianificazione colturale del progetto Nuovo Delta, uno dei programmi di bonifica e ampliamento agricolo più vasti del paese, ideato per estendere la superficie coltivata di ulteriori 924.000 ettari. Il piano prevede la destinazione del 25% dei terreni a colture orientate all’esportazione, con una forte focalizzazione sugli agrumi, che beneficeranno di un sistema logistico post-raccolto dedicato e di canali di irrigazione alimentati da imponenti impianti di riciclo e depurazione terziaria delle acque.
Tuttavia, l’intensificarsi dei flussi commerciali egiziani sta sollevando forti tensioni sul mercato europeo, dove la massiccia presenza di agrumi a basso costo ha provocato un impatto negativo sui listini, con crolli di prezzo fino al 50% per varietà come le arance Valencia Late. Oltre alle ripercussioni economiche, l’attenzione si è spostata sulla conformità sanitaria delle merci. I dati del sistema europeo di allerta alimentare RASFF hanno evidenziato un incremento dei casi di rifiuto di carichi di agrumi egiziani ai confini dell’Unione Europea a causa del rilevamento di principi attivi non approvati o superiori ai limiti massimi di residui consentiti.
La tendenza al rialzo delle intercettazioni sta alimentando un acceso dibattito tra le organizzazioni agricole del continente e gli organi decisionali della Commissione Europea. Le associazioni di produttori europei contestano la recente scelta del Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi di dimezzare i controlli ufficiali sulle arance in arrivo dall’Egitto, portando il tasso di ispezione dal 20% al 10%. Le autorità europee hanno giustificato il provvedimento citando un miglioramento complessivo della conformità registrato a partire dal 2022, ma il settore agricolo comunitario giudica incoerente la riduzione delle tutele e reclama l’applicazione rigorosa del principio di reciprocità negli standard di produzione per evitare asimmetrie competitive e garantire la sicurezza dei consumatori.


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