Il settore delle arance negli Stati Uniti si appresta a ricevere una spinta decisiva grazie a nuovi investimenti federali e a innovazioni scientifiche mirate a contrastare le malattie che minacciano i raccolti. La Commissione per gli stanziamenti della Camera dei Rappresentanti ha infatti destinato due milioni di dollari all’anno per il programma di miglioramento genetico degli agrumi in California. Questo stanziamento comprende 500.000 dollari di fondi aggiuntivi che andranno a potenziare le attività di ricerca presso la stazione di Parlier, focalizzandosi in particolare sullo sviluppo di varietà di alta qualità destinate al mercato del fresco.
L’obiettivo principale di questo programma è la creazione di selezioni di arance capaci di resistere alle mutevoli pressioni climatiche e, soprattutto, a patologie devastanti come l’huanglongbing (HLB). Questo sforzo californiano si affianca a quello già attivo in Florida, dove il Servizio di Ricerca Agricola del Dipartimento dell’Agricoltura ha già ottenuto risultati concreti nello sviluppo di nuove varietà caratterizzate da rese più elevate, colori più intensi e una maggiore durata di conservazione. Grazie ai fondi garantiti, la struttura di Parlier sta procedendo con l’assunzione di personale scientifico dedicato e il completamento di nuove serre e laboratori.
Sul fronte della lotta biologica, l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA) ha recentemente approvato CarriCea T1, un innovativo portainnesto progettato specificamente per aiutare gli alberi a contrastare la malattia del greening. Questa infezione batterica ha avuto un impatto drammatico sulla produzione di arance in Florida, che è crollata drasticamente negli ultimi vent’anni: dai quasi 292 milioni di casse del periodo 2003-2004 si è passati agli appena 12,15 milioni stimati per la stagione 2024-2025.
La tecnologia alla base del nuovo portainnesto agisce modificando i geni esistenti della pianta senza introdurre DNA esterno, riducendo l’interazione tra l’albero e i batteri responsabili della malattia. Questo approccio non solo permette di limitare l’infezione, ma consente anche ai coltivatori di ridurre sensibilmente l’uso di pesticidi convenzionali e trattamenti chimici. Secondo le valutazioni dell’EPA, le arance prodotte attraverso questo sistema saranno indistinguibili da quelle coltivate su portainnesti tradizionali, garantendo la sicurezza alimentare e la qualità richiesta dai consumatori americani.


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