Salva-agrumi: l’UE approva il monitoraggio sui prezzi del Mercosur

Il Parlamento Europeo ha approvato una misura cruciale per la tutela del comparto agricolo continentale, varando un regolamento che definisce le modalità di sospensione temporanea delle agevolazioni tariffarie previste dall’accordo commerciale con il Mercosur. Il provvedimento, passato con una netta maggioranza di 483 voti favorevoli, nasce per arginare i rischi derivanti da un’eventuale impennata delle importazioni dai paesi sudamericani, con un occhio di riguardo per i prodotti estremamente sensibili come le arance e gli altri agrumi.

Le nuove norme stabiliscono criteri oggettivi per far scattare i meccanismi di difesa. La Commissione Europea sarà infatti tenuta ad avviare un’indagine d’ufficio qualora l’import di agrumi registri una crescita superiore al 5% rispetto alla media dell’ultimo triennio e se, contemporaneamente, i prezzi di vendita esteri risultino inferiori di oltre il 5% rispetto ai valori di riferimento del mercato interno dell’Unione. Si tratta di un vero e proprio freno di emergenza che può essere attivato non solo dalle istituzioni, ma anche su richiesta degli Stati membri o delle associazioni di categoria che rappresentano i produttori.

Gabriel Mato, relatore permanente per il Mercosur, ha descritto questo regolamento come uno strumento di equilibrio necessario per offrire stabilità e prevedibilità agli agricoltori, garantendo un intervento rapido in presenza di segnali di rischio per le produzioni locali. La vigilanza sarà costante: ogni sei mesi Bruxelles dovrà presentare al Parlamento un report dettagliato sull’impatto dei flussi commerciali, monitorando da vicino la tenuta del settore agrumicolo.

Il dibattito si è intensificato ulteriormente dopo la metà di febbraio, quando le principali sigle sindacali agricole europee hanno ribadito la necessità di far valere il principio di reciprocità. Non si tratta solo di volumi e prezzi, ma anche di standard fitosanitari. I produttori di arance, in particolare quelli dell’area mediterranea, temono che l’apertura ai mercati di Brasile e Argentina possa portare sulle tavole europee frutti trattati con sostanze chimiche vietate nell’Unione, creando una disparità competitiva insostenibile.

Nonostante l’approvazione di questo scudo protettivo, l’entrata in vigore dell’accordo resta subordinata a passaggi complessi. Il Parlamento ha infatti richiesto un parere alla Corte di Giustizia Europea per verificarne la compatibilità con i trattati dell’Unione. Fino a quando i giudici non si saranno espressi e il processo di ratifica non sarà concluso, il meccanismo di salvaguardia rimarrà sulla carta, in attesa di diventare lo strumento operativo per proteggere le arance europee dalle sfide del mercato globale.

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