Agrumi nel fango: il maltempo travolge le arance del Mediterraneo

Il comparto agrumicolo europeo sta attraversando una delle settimane più drammatiche degli ultimi anni a causa di un’ondata di maltempo che sta decimando i raccolti tra Spagna, Portogallo e Italia. Le notizie che giungono dalla penisola iberica delineano uno scenario critico, dove le violente tempeste hanno flagellato circa 40.000 ettari di terreni agricoli. Secondo le stime di Agroseguro, i danni assicurati superano già i 35 milioni di euro, con l’Andalusia eletta a zona simbolo del disastro. Qui, le piogge persistenti e il vento forte non hanno solo abbattuto i frutti, ma hanno reso i terreni impraticabili, trasformando la raccolta in un’impresa proibitiva per i mezzi meccanici.

Non va meglio in Portogallo, dove nel sud del Paese l’associazione AlgarOrange ha lanciato un grido d’allarme prevedendo la perdita di una quota compresa tra il 25% e il 40% della produzione totale di agrumi. L’eccesso di umidità delle ultime settimane ha innescato un fenomeno di marciume diffuso che colpisce i frutti sia a terra che sugli alberi. In molti frutteti dell’Algarve, i trattori affondano nel fango saturo d’acqua e gli operai sono costretti a raccogliere le arance a mano sotto piogge battenti. Questo drastico aumento dei costi di manodopera e la riduzione dell’offerta stanno già spingendo i prezzi all’ingrosso verso l’alto, con riflessi immediati previsti per i mercati europei.

Anche nel resto del bacino mediterraneo la situazione appare paradossale e preoccupante. In Italia, le rilevazioni successive alla metà di febbraio evidenziano un rischio legato alle temperature anomale della prima parte del mese, che hanno favorito una fioritura precoce degli aranceti in Sicilia e Calabria. Il ritorno improvviso di correnti fredde e piogge intense in questi giorni rischia di bruciare i fiori appena sbocciati, compromettendo non solo l’attuale coda del raccolto invernale, ma minacciando seriamente la produzione della prossima stagione.

Le associazioni di categoria, dalla FEDAGRI portoghese ai consorzi di tutela italiani, stanno intensificando le pressioni sui rispettivi governi per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità. Nonostante le piogge abbiano parzialmente rimpinguato i bacini idrici dopo lunghi periodi di siccità, l’effetto cumulativo di alluvioni e umidità stagnante sta soffocando le radici delle piante, lasciando i produttori in una lotta contro il tempo per salvare il salvabile di una stagione agricola messa in ginocchio dal clima estremo.

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