Caffè: real forte e calo dell’export spingono i prezzi

Il mercato globale del caffè continua ad attraversare una fase di forte volatilità, con i prezzi che hanno raggiunto i massimi delle ultime settimane su entrambe le sponde dell’Atlantico. La combinazione tra l’andamento delle valute, il calo delle esportazioni brasiliane e le manovre speculative sta spingendo le quotazioni verso l’alto, nonostante le prospettive per il prossimo raccolto appaiano meno drammatiche rispetto al passato.

La forza del real brasiliano, arrivato ai massimi degli ultimi 20 mesi, ha esercitato una pressione rialzista immediata. Una valuta locale forte scoraggia i produttori dal vendere all’estero, poiché riduce i ricavi una volta convertiti i dollari. Questa dinamica è confermata dai dati di Cecafe, che mostrano una contrazione delle spedizioni di caffè verde dal Brasile del 18,4% nel mese di dicembre: l’export di varietà Arabica è sceso del 10%, mentre quello della Robusta ha subito un crollo del 61%. Parallelamente, la debolezza del dollaro ha fornito un ulteriore stimolo ai futures; nella seduta del 26 gennaio, a New York il contratto Arabica ha chiuso in rialzo dell’1,5% a 356,25 centesimi, mentre a Londra la Robusta ha guadagnato l’1,3%, attestandosi a 4.197 dollari.

Sul fronte della produzione, le prime stime per il raccolto brasiliano 2026/27 indicano condizioni climatiche più favorevoli rispetto ai cicli precedenti, ma escludono la possibilità di un’annata da record. Gli analisti segnalano che l’irregolarità delle precipitazioni e i picchi di temperatura rappresentano ancora ostacoli significativi per lo sviluppo delle colture. Il settore rimane ora in attesa dei dati ufficiali previsti per il 5 febbraio. Ad alimentare i rialzi si aggiunge l’attività finanziaria: l’ultimo Cot Report rivela un balzo della speculazione sulla Robusta, con le posizioni “net long” aumentate del 70,4% in una sola settimana, segno di una forte scommessa del mercato su ulteriori rincari.

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