La firma dell’accordo commerciale tra Mercosur e Unione Europea, avvenuta di recente in Paraguay, segna un punto di svolta per l’agroindustria brasiliana. Secondo le ultime stime diffuse da CitrusBR, l’Associazione Nazionale delle Industrie Esportatrici di Succhi di Agrumi, l’intesa porterà a un risparmio tariffario cumulativo di circa 250 milioni di dollari nei primi cinque anni di validità. La cifra è stata calcolata incrociando i dati sulle esportazioni della Segreteria del Commercio Estero con il cronoprogramma di riduzione fiscale concordato tra i due blocchi.
Il direttore esecutivo di CitrusBR, ha spiegato in una nota che la proiezione si basa sull’analisi dei prezzi medi e dei volumi registrati nell’ultimo decennio. L’obiettivo era ottenere una stima realistica del taglio delle tasse di importazione che gravano sul prodotto brasiliano una volta giunto ai confini europei. L’organizzazione, che rappresenta i principali esportatori del Paese, sottolinea come i tre tipi di succo venduti all’Unione Europea — il succo concentrato congelato, quello non congelato e il succo non da concentrato — beneficeranno di sconti progressivi fino alla completa eliminazione dei dazi, prevista in un arco temporale compreso tra i 7 e i 10 anni.
Già al quinto anno di applicazione del trattato, il carico fiscale risulterà dimezzato rispetto ai livelli attuali, un traguardo definito estremamente significativo dai vertici dell’associazione. Rispetto a una prima valutazione che ipotizzava risparmi per 320 milioni di dollari, CitrusBR ha rivisto i calcoli con maggiore prudenza: la correzione è dovuta alla tempistica di liberalizzazione per il succo non da concentrato, la cui eliminazione dei dazi richiederà sette anni invece dei quattro inizialmente ipotizzati. L’Unione Europea resta una destinazione fondamentale per l’intera filiera agrumicola brasiliana, che vede ora una strada spianata per rafforzare la propria competitività sul mercato continentale.


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