Brasile, siccità e Real forte sostengono i prezzi del caffè

Prezzi dell’Arabica ai vertici delle ultime quattro settimane. Nonostante le previsioni ottimistiche per il raccolto 2026/27, l’inizio dell’anno è segnato da una forte volatilità e scarse piogge nel Minas Gerais.

Il mercato globale del caffè apre il 2026 all’insegna di una forte tensione sui prezzi. Dopo un 2025 turbolento, le prime sedute di gennaio confermano che la volatilità resterà la protagonista assoluta del settore. A trainare i rialzi è soprattutto la varietà Arabica, che mercoledì ha consolidato i guadagni toccando i massimi dell’ultimo mese, spinta da un mix di fattori climatici e valutari.

Il principale motore del rialzo è la siccità che sta colpendo il Brasile, primo produttore mondiale. Nel Minas Gerais, cuore pulsante della coltivazione di Arabica, le precipitazioni registrate nella settimana a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno sono state pari a soli 47,9 mm, ovvero il 67% della media storica.

Questo deficit idrico ha innescato una corsa agli acquisti sui futures di New York, dove il contratto di marzo ha segnato balzi significativi, chiudendo mercoledì a quota 373,85 centesimi. Anche la varietà Robusta ha risentito del clima d’incertezza: a Londra i prezzi hanno superato la soglia psicologica dei 4.000 dollari per tonnellata per la prima volta dallo scorso dicembre, nonostante una lieve correzione tecnica registrata nella seduta di mercoledì.

A complicare il quadro contribuiscono fattori macroeconomici legati alla valuta. Il Real brasiliano ha raggiunto il massimo mensile rispetto al dollaro, rendendo le esportazioni meno remunerative per i produttori locali e spingendoli a trattenere il prodotto in attesa di condizioni migliori.

Secondo i dati del Cepea (Centro di Studi Avanzati in Economia Applicata), il mercato fisico in Brasile appare attualmente congelato: i venditori sono quasi assenti e gli scambi sono limitati alla copertura delle spese correnti a breve termine.

Se il presente è caratterizzato da scorte limitate e prezzi elevati — l’indicatore Cepea per l’Arabica è già salito del 2,89% rispetto alla chiusura del 2025 — le prospettive a lungo termine offrono uno spiraglio di luce. Gli analisti prevedono per il raccolto 2026/27 una produzione record che potrebbe superare i 70 milioni di sacchi. Le condizioni climatiche per il prossimo raccolto sono considerate più favorevoli rispetto agli ultimi cinque anni, segnati da avversità meteo. Il 2026 sarà infatti un anno di ciclo biennale positivo per le piante di caffè, il che fa sperare in una solida ripresa produttiva sia per l’Arabica che per la Robusta.

Nonostante l’ottimismo per il raccolto che inizierà a maggio, gli esperti avvertono che la pressione sui prezzi potrebbe persistere finché non ci sarà maggiore chiarezza sul riempimento dei chicchi nelle piantagioni brasiliane. Fino ad allora, l’equilibrio tra domanda e offerta resterà vulnerabile a ogni variazione meteorologica.

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