L’Indonesia, storicamente uno dei principali produttori di caffè al mondo, sta vivendo una rapida trasformazione anche come consumatore. Il consumo interno, passato da 4,45 milioni di sacchi nel 2020/2021 a 4,8 milioni di sacchi nel 2025 (circa 288.000 tonnellate), colloca il Paese al quinto posto globale, dietro a Unione Europea, Stati Uniti, Brasile e Giappone. Con una crescita annua di circa il 5%, il mercato indonesiano si conferma il più dinamico dell’Asia e potrebbe presto superare il Giappone.
La diffusione del caffè tra i giovani e nelle classi medie è stata determinante. Dopo la seconda ondata di catene internazionali come Starbucks e l’espansione di caffetterie specializzate negli anni 2010, la popolarità del caffè freddo dolce “es kopi susu” ha ampliato il consumo verso fasce di popolazione più ampie. Il trend è stato accelerato dalla pandemia, che ha favorito l’asporto e le vendite online, triplicando il consumo pre-Covid.
Il mercato interno indonesiano è ora caratterizzato da un’offerta diversificata: dai bar della terza ondata a catene locali come Kopi Kenangan e Janji Jiwa, fino a prodotti ready-to-drink venduti in minimarket e chioschi. Le nuove generazioni, in particolare la Generazione Z, considerano il consumo di caffè parte integrante dello stile di vita quotidiano.
Il settore industriale ha seguito il passo: le importazioni di Arabica brasiliano e Robusta vietnamita sono cresciute, mentre la produzione nazionale rimane in gran parte nelle mani di piccoli coltivatori. Circa il 70% delle piantagioni necessita di ristrutturazione per aumentare i rendimenti, ma la crescita della domanda interna ha incentivato torrefattori e operatori a investire in nuove tecniche di lavorazione e formazione dei produttori locali.
Oggi l’Indonesia rappresenta un modello a doppio mercato: esporta oltre la metà della produzione, principalmente Robusta, generando circa 1,5 miliardi di dollari dalle vendite estere, mentre l’altro segmento sostiene una domanda interna sempre più sofisticata. La combinazione di popolazione numerosa, aumento dei redditi e innovazione nel settore ha creato un mercato interno resiliente, che integra produzione locale e importazioni per soddisfare le diverse esigenze.
L’esperienza indonesiana offre spunti importanti per altri Paesi produttori: la crescita dei consumi interni non dipende esclusivamente dai bar di fascia alta, ma da prodotti accessibili, formati innovativi e marchi locali in grado di adattarsi ai gusti nazionali. Allo stesso tempo, rimane cruciale il sostegno istituzionale per migliorare la produzione, la qualità e la filiera, garantendo che i benefici economici raggiungano anche i piccoli coltivatori.
Con oltre 19 milioni di persone coinvolte nella filiera e un consumo pro capite che ha superato 1 chilogrammo all’anno, l’Indonesia dimostra che un mercato interno forte può coesistere con l’export, rafforzando la posizione del Paese nel panorama globale del caffè.


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