Raccolto del cacao in contrazione: confermate le stime al ribasso

La nuova stagione del cacao, ufficialmente avviata il 1° settembre in Ghana e Costa d’Avorio, si apre all’insegna di una forte incertezza e di un ridimensionamento delle stime di produzione globale. L’ente regolatore del settore ghanese, COCOBOD, prevede un calo della produzione di almeno il 16% per l’annata 2026-2027. Secondo i rilevamenti sul campo, i volumi in Ghana dovrebbero attestarsi intorno alle 650.000 tonnellate, rispetto alle 750.000 della stagione precedente. A contrazione della resa concorrono diversi fattori climatici, tra cui forti piogge e gli effetti del fenomeno El Niño, unitamente al ciclo biologico naturale delle piante. Pesano inoltre problematiche strutturali diffuse come la malattia del germoglio gonfio, il progressivo invecchiamento delle piantagioni e la costante perdita di terreni agricoli a causa dell’estrazione illegale di oro. Per contenere le perdite, le autorità locali hanno attivato programmi di ripristino delle colture, potenziato i trattamenti fitosanitari e ripristinato la distribuzione gratuita di fertilizzanti.

La tensione sull’offerta riguarda anche la Costa d’Avorio, il primo produttore mondiale della materia prima. Nel paese ivoriano si attende un ritardo compreso tra le 8 e le 10 settimane nelle spedizioni principali, con una disponibilità di cacao grezzo fortemente limitata nei primi mesi dell’anno agricolo. Il raccolto principale ivoriano, atteso entro la fine di febbraio 2027, è stimato tra 1,4 e 1,45 milioni di tonnellate. Le difficoltà congiunte dei due maggiori paesi esportatori stanno riducendo significativamente l’equilibrio globale del mercato. L’eccedenza mondiale per la stagione 2026-2027 rischia infatti di contrarsi a poche decine di migliaia di tonnellate, una cifra nettamente inferiore alle stime iniziali che avvicina il settore a una condizione di parità tra domanda e offerta. Nonostante le prospettive di deficit produttivo e la vulnerabilità dell’Africa occidentale ai cambiamenti climatici, la presenza di scorte ancora elevate e una domanda debole sul mercato europeo mantengono incerte le prospettive dei prezzi, prefigurando una persistente fluttuazione dei costi per gli acquirenti di massa di cacao, burro di cacao e cioccolato nei mesi a venire.

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