Caffè in Cina: la spinta di Shanghai e il polo industriale di Kunshan nei dati USDA

Il report del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti mostra come la Cina stia diventando un punto di riferimento fondamentale per il mercato globale del caffè, trasformandosi in una grande potenza sia per i consumi sia per la gestione delle forniture.

I numeri della città di Shanghai raccontano la crescita rapida di questa passione: nel 2025 i locali attivi hanno superato quota dieci mila, con una media di una caffetteria ogni duemila abitanti. Un cittadino di Shanghai beve in media 106 tazzine di caffè all’anno, una cifra tre volte più alta rispetto al resto della Cina, dove la media si ferma a 29. Anche il mercato delle consegne a domicilio ha numeri da record, con un giro d’affari di 260 milioni di dollari, contro i 104 milioni della capitale Pechino. Se da un lato i grandi marchi economici dominano le vendite di massa — come la catena Luckin che conta da sola più di 1.600 negozi in città —, dall’altro cresce l’interesse per i caffè pregiati e rari, fino a picchi di 1.912 dollari a tazzina per lotti speciali acquistati all’asta.

Ancora più importanti sono i dati che riguardano la strada che fa il caffè prima di arrivare nelle tazzine. Shanghai e la sua regione sono il vero portone d’ingresso del caffè grezzo nel paese:

  • Il solo porto di Shanghai gestisce il 28% di tutto il caffè verde importato in Cina, quota che sale al 52% se si considera l’intera area circostante.
  • A soli 40 chilometri da Shanghai si trova la città di Kunshan, il più grande centro di lavorazione e tostatura dell’Asia. Nel 2025 vi sono state tostate oltre 180 mila tonnellate di caffè, ovvero il 60% dell’intera produzione cinese. In pratica, due tazzine di caffè su tre consumate in Cina vengono lavorate qui.
  • Kunshan ospita anche il primo grande centro logistico dell’area con magazzini a temperatura e umidità controllate pensati appositamente per conservare i chicchi verdi, dove lavorano oltre 40 aziende internazionali.

Questi dati confermano come i grandi produttori e le catene stiano iniziando a comprare il caffè direttamente nei paesi d’origine, saltando i vecchi intermediari per gestire in prima persona sia la lavorazione sia la vendita finale.

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