Costa d’Avorio: finito il maxi-riacquisto di cacao per superare la crisi

Il governo della Costa d’Avorio ha completato ufficialmente l’operazione di riacquisto delle scorte di cacao rimaste bloccate nei magazzini, annunciando la conclusione del piano straordinario da 280 miliardi di franchi CFA (circa 426 milioni di euro). È questo il passaggio fondamentale con cui le autorità ivoriane contano di chiudere una fase di grave stallo per il primo produttore mondiale della materia prima.

L’intervento pubblico ha portato al ritiro di 100.000 tonnellate di fave di cacao al prezzo garantito di 2.800 franchi CFA al chilo, una misura concordata all’inizio dell’anno per sbloccare le filiere e sostenere la liquidità dei produttori. Il blocco dei magazzini si era generato a seguito del forte divario tra le quotazioni internazionali, crollate a metà del 2025 dopo i picchi del 2024, e i prezzi interni fissati dallo Stato, situazione che aveva causato un brusco rallentamento delle esportazioni e lasciato circa cinque milioni di persone senza entrate.

Con la chiusura del programma gestito dal Consiglio del Caffè e del Cacao, l’esecutivo punta a ripristinare la normale operatività del settore, che da solo rappresenta il 14% del PIL nazionale. Restano tuttavia le perplessità di alcune sigle sindacali, secondo le quali i volumi ancora giacenti nelle cooperative supererebbero la quota rilevata dallo Stato.

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