Prezzi del cacao in calo: pesano le stime ivoriane e il super dollaro

Netto dietrofront per i prezzi del cacao sui mercati internazionali. Dopo le fiammate dei giorni scorsi, le quotazioni della materia prima sono calate bruscamente, toccando i minimi dell’ultima settimana. A innescare l’ondata di vendite è stata la decisione della Costa d’Avorio, il più grande produttore mondiale, di rivedere nettamente al rialzo le stime di consegna per la stagione in corso.

Secondo gli ultimi dati macroeconomici, i contratti futures sul cacao, scambiati all’Intercontinental Exchange di New York e Londra, hanno registrato una flessione decisa, muovendosi in area 4.220 dollari per tonnellata e allontanandosi dai massimi da tre mesi e mezzo raggiunti a inizio settimana, quando avevano toccato i 4.709 dollari.


La svolta ribassista è legata a doppio filo alle mutate condizioni metereologiche nell’Africa occidentale. Abidjan ha ufficialmente incrementato le proiezioni sull’output di cacao per la stagione 2025/26, portandole a 2,2 milioni di tonnellate, a fronte di una precedente e ben più prudente stima di 1,8-1,9 milioni. Un balzo trainato da un meteo decisamente più favorevole del previsto, che ha rinvigorito le piantagioni.

I dati cumulativi sulle consegne confermano la stabilità dei flussi attuali: tra il 1° ottobre e il 3 maggio scorsi, i coltivatori ivoriani hanno già spedito nei porti d’esportazione ben 1,57 milioni di tonnellate di materia prima, segnando un incremento dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A pesare sul listino delle commodities, inoltre, si è aggiunto il fattore valutario. Il rafforzamento del dollaro americano – con l’indice DXY che ha toccato i massimi da due settimane – ha esercitato un’ulteriore pressione al ribasso sui prezzi, rendendo l’acquisto del cacao più costoso per i detentori di altre valute.


Se il presente respira grazie all’ottimismo della Costa d’Avorio, le prospettive a lungo termine continuano a mantenere gli analisti con il fiato sospeso. All’inizio della settimana i prezzi erano schizzati proprio a causa dei timori legati a El Niño, il fenomeno climatico che rischia di portare un’ondata di caldo anomalo e siccità nell’Africa occidentale, minacciando i raccolti futuri.

La NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration statunitense, mantiene alta l’allerta: esiste una probabilità del 61% che le condizioni di El Niño si manifestino pienamente tra maggio e luglio, persistendo fino alla fine dell’anno. Gli esperti stimano inoltre una probabilità su quattro, il 25%, che l’evento possa trasformarsi in un Super El Niño.

I primi segnali di questa potenziale criticità emergono già dalle prime rilevazioni sui raccolti dell’Africa occidentale per la stagione successiva, la 2026/27, che mostrano una formazione di piccoli frutti inferiore alla media sulle piante. Proprio per via di queste incognite climatiche, colossi dell’analisi finanziaria come StoneX hanno recentemente limato le stime di surplus globale di cacao, ricordando che la partita sui prezzi, nel medio periodo, resta del tutto aperta.

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