Cacao e caffè: il piano triennale di COCEFAAA per trattenere il valore in Africa

L’Africa si prepara a cambiare radicalmente il proprio ruolo nelle catene del valore globali del cacao e del caffè. La Cocoa and Coffee Farmers Alliance Association of Africa (COCEFAAA), nata ufficialmente il 24 marzo 2026 dall’unione dei settori del cacao e del caffè, ha presentato un ambizioso piano di sviluppo triennale. L’obiettivo è invertire una tendenza storica che vede il continente dominare la produzione agricola ma restare ai margini dei profitti industriali.

Sebbene il continente contribuisca per il 12,5% alla produzione mondiale di caffè, i dati attuali evidenziano una profonda lacuna economica. Il fatturato derivante dalle esportazioni africane è di circa 7,5 miliardi di dollari, appena il 3% di un mercato globale stimato in oltre 263 miliardi di dollari. Questa disparità deriva dal fatto che l’Africa esporta prevalentemente chicchi grezzi, lasciando la trasformazione e la lavorazione – le fasi a maggior valore aggiunto – a Europa e Nord America. All’interno del continente, l’Uganda si è affermata come il principale esportatore in termini di volume con 2,4 miliardi di dollari, seguita dall’Etiopia che genera tra 1,8 e 2,1 miliardi di dollari grazie alla qualità del suo Arabica.

Ancor più marcata è la posizione dell’Africa nel settore del cacao, dove detiene il 70% della produzione globale, pari a circa 3,46 milioni di tonnellate. La produzione è fortemente concentrata in Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria e Camerun. Tuttavia, mentre il mercato globale della vendita al dettaglio di cioccolato vale oltre 120 miliardi di dollari l’anno, i paesi africani ne incassano collettivamente solo 10 miliardi, rappresentando meno del 10% dell’intera catena del valore. Questa differenza è dovuta alla limitata valorizzazione locale dei prodotti.

La nuova strategia della COCEFAAA punta a risolvere le criticità strutturali che finora hanno mantenuto il reddito dei piccoli coltivatori al di sotto di un dollaro al giorno. Il piano si focalizza su diversi punti chiave: l’introduzione di varietà ad alto rendimento resistenti ai cambiamenti climatici, il potenziamento delle pratiche agroforestali e massicci investimenti in infrastrutture per la macinazione e la tostatura locale. Si mira inoltre a rafforzare i sistemi cooperativi per rispondere meglio alle normative internazionali e ai requisiti di conformità.

Il cambiamento è già visibile in alcuni paesi leader: la Costa d’Avorio lavora oggi localmente quasi 800.000 tonnellate di cacao, mentre il Ghana si è impegnato a trasformare il 50% del proprio raccolto entro i confini nazionali. Il piano triennale punta ad aumentare la quota africana nel mercato globale del caffè al 20% entro il 2030, promuovendo contemporaneamente il commercio intra-africano e lo sviluppo del consumo interno in mercati emergenti come Nigeria, Sudafrica ed Egitto.

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