L’efficienza logistica del Brasile è sotto accusa dopo la diffusione di un’indagine condotta dal Consiglio degli esportatori di caffè (Cecafé), che rivela perdite economiche devastanti causate dall’obsolescenza dei principali scali portuali del Paese. Solo nel mese di dicembre 2025, la mancata spedizione di 1.475 container carichi di caffè ha generato un danno stimato in 4.631 milioni di real brasiliani (R$). Questo scenario, caratterizzato da code di camion, piazzali sovrappopolati e cronica mancanza di posti, ha costretto il settore a sostenere spese extra per 66,1 milioni di R$ in dodici mesi a causa di stoccaggi aggiuntivi e penali.
Il quadro descritto evidenzia un sistema in crisi strutturale dove, nel corso del 2025, una media del 55% delle navi ha subito ritardi o variazioni di programma. Tale inefficienza ha impedito l’esportazione mensile di circa 600.000 sacchi di caffè, causando al Brasile una perdita complessiva di entrate valutarie pari a 2,64 miliardi di dollari in un solo anno. Le criticità non colpiscono solo gli esportatori, ma hanno un impatto diretto anche sui coltivatori: poiché il Paese trasferisce ai produttori circa il 90% del valore delle esportazioni, ogni blocco logistico si traduce in una riduzione dei guadagni per le famiglie che lavorano nei campi.
Nonostante le autorità pubbliche segnalino volumi di movimentazione record, gli operatori denunciano come questi risultati “mascherino” le difficoltà dei segmenti che dipendono dai container, includendo settori come lo zucchero e il cotone. Il porto di Santos, che gestisce quasi l’80% delle spedizioni di caffè, è l’emblema di questo esaurimento infrastrutturale, con il 65% delle navi portacontainer in ritardo a dicembre e tempi di attesa al molo che hanno raggiunto gli 82 giorni. Anche il complesso portuale di Rio de Janeiro ha mostrato segni di cedimento, con ritardi che hanno coinvolto il 41% delle imbarcazioni destinate al trasporto del prodotto.
Le prospettive per il futuro rimangono incerte, appesantite da lungaggini burocratiche e dispute legali legate all’assegnazione di nuovi spazi portuali. Il settore agroalimentare preme per politiche pubbliche che accelerino la diversificazione dei trasporti, l’ampliamento dei terminal e il dragaggio dei fondali. In questo contesto, l’attivazione di poli logistici alternativi, come quello di Aracruz nello stato di Espírito Santo, viene vista come una delle poche soluzioni immediate per decongestionare le rotte principali e recuperare la competitività internazionale del caffè brasiliano.


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