La lotta al greening, noto anche come inverdimento degli agrumi o HLB, sta segnando profondamente la produzione mondiale di arance, imponendo nuove strategie che spaziano dalla gestione in campo in Sudamerica fino alla prevenzione e alla ricerca tecnologica negli Stati Uniti.
In Brasile, secondo l’ultima indagine annuale condotta da Fundecitrus, si registra un rallentamento nel tasso di crescita delle nuove infezioni, ma la gravità della malattia continua ad aggravarsi sugli aranceti esistenti. La gravità media ha raggiunto il 27% negli agrumeti di tutte le età e il 31% negli impianti in produzione, con oltre un quarto degli alberi malati che presenta più della metà della chioma gravemente compromessa. Questo peggioramento è dovuto principalmente ai bassi tassi di eradicazione delle piante infette nei frutteti più vecchi, una prassi che provoca la riduzione dei frutti per albero e l’aumento della caduta prematura delle arance. Il quadro appare fortemente disomogeneo a livello geografico: regioni ad alta incidenza come Limeira toccano punte di gravità del 54,7%, mentre le aree più calde del nord e settori come il Triângulo Mineiro registrano impatti minimi grazie a una minore presenza del vettore psillide. Sul fronte delle altre patologie, la clorosi variegata resta a livelli trascurabili, mentre il cancro degli agrumi interessa oltre il 36% degli agrumeti e la lebbra colpisce più di 14 milioni di alberi.
Negli Stati Uniti, la minaccia del greening richiede interventi di contenimento tempestivi. Il Servizio di ispezione sanitaria degli animali e delle piante del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, in collaborazione con le autorità della California, ha ampliato le aree di quarantena nelle contee di Ventura, Riverside e San Diego a seguito del riscontro dell’agente patogeno in campioni vegetali domestici. Il provvedimento limita la movimentazione interstatale del materiale vegetale per proteggere gli acri di aranceti commerciali non ancora infestati.
Sul piano della difesa e dell’innovazione, la ricerca scientifica sta lavorando per rendere sostenibili le terapie contro l’HLB. I ricercatori dell’Università della Florida stanno sviluppando un sistema automatizzato per l’iniezione intratecale nel tronco di ossitetraciclina, un trattamento efficace per la salute e la produttività delle arance ma finora penalizzato da elevati costi di manodopera, che incidono per oltre il 50% sulle operazioni manuali. Il nuovo prototipo, montato su veicoli agricoli e gestibile da un singolo operatore, impiega un meccanismo telescopico ad aghi capace di praticare l’iniezione su due lati del tronco contemporaneamente in pochi secondi. Questa automazione non solo promette di velocizzare l’applicazione e abbattere i costi di gestione, ma risolve il problema della distribuzione settoriale del prodotto nella chioma dell’albero, inserendosi in un piano globale di ricerca che comprende lo studio di peptidi antimicrobici e la selezione di aranci resistenti.


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