Alluvioni in Africa occidentale: i prezzi del cacao volano ai massimi da cinque mesi

I mercati delle materie prime guardano con crescente apprensione all’Africa occidentale, dove un’ondata di maltempo estremo sta mettendo in ginocchio le piantagioni di cacao. Nelle ultime due settimane, i prezzi sui mercati internazionali hanno registrato una violenta accelerazione, spingendosi fino ai massimi degli ultimi cinque mesi e mezzo. A innescare il rally sono i timori per la tenuta dei prossimi raccolti in Costa d’Avorio e Ghana, i due giganti che insieme garantiscono la maggior parte delle forniture globali di questa preziosa risorsa.

Nelle ultime settimane di giugno, i due paesi sono stati investiti da piogge torrenziali di intensità eccezionale. In gran parte delle regioni di coltivazione, i volumi di acqua accumulati hanno già eguagliato o superato la media climatica dell’intero mese. Le conseguenze sul terreno sono pesanti: intere vie di comunicazione rurali sono state allagate, i collegamenti stradali risultano interrotti in più punti e l’accesso dei contadini alle aziende agricole è gravemente compromesso. Il blocco logistico si estende fino alle rotte che conducono ai grandi porti di esportazione, minacciando di strozzare i flussi globali proprio in un momento di forte sensibilità della domanda.

L’impatto del maltempo va però ben oltre i problemi di trasporto. L’eccesso di umidità e il ristagno d’acqua nei campi stanno creando le condizioni ideali per la diffusione del marciume bruno, una devastante malattia fungina che attacca direttamente i frutti dell’albero. Il fungo rischia di decimare la produzione attuale, deteriorando la qualità delle fave e compromettendo i volumi complessivi prima ancora che possano essere raccolti.Il quadro attuale appare ancora più fosco se si allarga lo sguardo alle prospettive a medio termine. Le prime indagini sul campo relative al raccolto principale della stagione 2026/27, destinato a iniziare a ottobre, indicano una formazione di cherelle – i piccoli baccelli appena nati – nettamente inferiore alla media. Questo scarso sviluppo vegetativo iniziale lancia un campanello d’allarme sulla consistenza della produzione futura.

A gravare sul comparto si aggiungono le preoccupazioni per le anomalie climatiche su scala globale. L’Agenzia meteorologica giapponese ha infatti confermato lo sviluppo del fenomeno El Niño nell’area del Pacifico equatoriale, uno scenario che la National Oceanic and Atmospheric Administration statunitense valuta con una probabilità del 67% come un potenziale Super El Niño tra i più intensi mai registrati. Storicamente, questa configurazione climatica altera profondamente i regimi pluviometrici nell’Africa occidentale, portando in una fase successiva ondate di caldo anomalo e forte siccità. Il conseguente stress idrico per le piante e il progressivo inaridimento del suolo rischiano di infliggere un ulteriore colpo alla produttività dei raccolti nei prossimi mesi, esasperando una volatilità dei prezzi che minaccia di ripercuotersi su tutta la catena del valore del cioccolato a livello mondiale.

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