Il Ministero dell’Agricoltura ha confermato i primi casi di Huanglongbing, la grave malattia nota come greening degli agrumi, nello Stato del Rio Grande do Sul. Il rilevamento è avvenuto in un frutteto privato nel comune di Palmitinho, nei pressi del confine con Santa Catarina, all’interno di una proprietà che ospitava circa venti piantine. La conferma ufficiale, giunta l’8 giugno dopo le analisi di laboratorio, ha fatto scattare immediatamente i protocolli fitosanitari previsti dal piano nazionale per il controllo e la prevenzione della malattia, attivando una task force governativa per arginare il focolaio.
Considerata la patologia più distruttiva per l’agrumicoltura a livello globale, il greening colpisce tutte le specie di agrumi e non ha cura. Pur non rappresentando alcun rischio per la salute umana, l’infezione provoca la deformazione dei frutti, la perdita di qualità e una drastica riduzione della produttività, fino a condurre alla morte della pianta e a causare ingenti danni economici al settore. L’ipotesi principale avanzata dalle autorità sanitarie attribuisce l’introduzione della malattia nello Stato all’acquisto di piantine irregolari e già contaminate, motivo per cui gli organismi di difesa vegetale raccomandano fermamente a produttori e consumatori l’uso esclusivo di materiale floro-vivaistico certificato e tracciabile.
Gli interventi di contenimento si sono concentrati inizialmente in un raggio di cinquecento metri dall’epicentro, portando all’individuazione e all’eradicazione di circa sessanta piante sintomatiche in ventisei proprietà diverse. Le operazioni si stanno ora estendendo a un raggio di oltre due chilometri, coinvolgendo circa duecentotrenta aziende agricole. Le azioni sul campo prevedono non solo l’abbattimento degli alberi infetti, ma anche il monitoraggio e il controllo rigoroso della psilla, l’insetto vettore responsabile della trasmissione del batterio. Questa scoperta arriva dopo anni di sorveglianza preventiva, durante i quali sono state monitorate migliaia di trappole in decine di comuni.
L’allerta per la tutela del patrimonio agrumicolo resta alta anche in altre aree produttive del Paese. Nello Stato di San Paolo, la Direzione di Difesa Agricola ha fissato al 15 luglio 2026 il termine ultimo per la presentazione dei rapporti trimestrali obbligatori sul cancro degli agrumi e sul greening. I produttori locali dovranno inserire i dati reali delle ispezioni condotte nella prima metà dell’anno all’interno del sistema informatico di gestione sanitaria. Questa raccolta dati permetterà ai tecnici di mappare con precisione l’incidenza delle malattie, indirizzando in modo efficiente le risorse e le politiche pubbliche di salvaguardia rurale.


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