Vietnam e Indonesia a secco di caffè: scorte esaurite e raccolti in ritardo

La limitata disponibilità di caffè sul mercato asiatico sta esercitando una forte pressione sul settore, frenando la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e rallentando gli scambi nell’intera area del Sud-est asiatico. Secondo le ultime analisi di mercato fornite dagli osservatori di Hedgepoint Global Markets, i mercati della regione risentono della contemporanea riduzione delle scorte in Vietnam e dei ritardi operativi che stanno colpendo i raccolti in Indonesia, creando una situazione di stallo nelle forniture globali.

Il quadro attuale è il risultato di dinamiche commerciali e meteorologiche divergenti nei due principali paesi produttori dell’area. In Vietnam, le esportazioni sono rimaste eccezionalmente sostenute fino al mese di aprile, raggiungendo i 18,6 milioni di sacchi nell’annata agricola attuale, con un incremento del 23,9 per cento rispetto al ciclo precedente. I coltivatori vietnamiti hanno approfittato dei listini internazionali favorevoli, di una produzione stagionale generosa e della temporanea assenza dei venditori brasiliani per accelerare i flussi commerciali all’inizio della stagione, spingendo le spedizioni sopra le medie storiche. Questa strategia ha però esaurito rapidamente le scorte: con gran parte del prodotto già commercializzato e l’ingresso nella bassa stagione, i produttori locali hanno iniziato a limitare le nuove vendite, riducendo l’offerta internazionale.

La conseguente decisione degli acquirenti di dirottare la domanda verso l’Indonesia si è scontrata con pesanti problemi di approvvigionamento interni al paese. Le intense precipitazioni registrate nelle ultime settimane hanno infatti ritardato l’avvio della raccolta per la stagione attuale, che era inizialmente previsto per il mese di aprile con l’obiettivo di immettere volumi consistenti sul mercato a partire da maggio. Questo intoppo climatico ha limitato la disponibilità immediata di prodotto, condizionando negativamente i volumi d’esportazione e offrendo un solido supporto ai prezzi della varietà robusta su scala globale, complice anche il fatto che il nuovo raccolto record del Brasile non è ancora entrato nella sua fase cruciale e che il rafforzamento della valuta brasiliana sta frenando le vendite in Sudamerica.

Le condizioni meteorologiche rimangono la variabile più critica per il futuro del comparto asiatico, con una vigilanza costante sullo sviluppo del fenomeno climatico El Niño nel corso del secondo trimestre dell’anno. In Vietnam, dopo un mese di marzo molto piovoso, aprile ha registrato precipitazioni inferiori alle medie storiche, accendendo i riflettori sullo stato di salute delle piantagioni e sulla fioritura degli alberi. Sebbene le piogge attese a breve termine possano concedere un parziale sollievo agli agricoltori e non si segnalino danni immediati, i rischi a lungo termine restano elevati. Gli analisti stimano che i pericoli maggiori potrebbero concretizzarsi soprattutto sulle produzioni future, qualora l’intensità di El Niño dovesse ridurre le riserve idriche necessarie per l’irrigazione e posticipare i successivi cicli di fioritura.

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