Ghana, inversione storica: ora è il cacao ivoriano a entrare illegalmente

Il mercato mondiale del cacao assiste a un paradosso logistico senza precedenti. Il Ghana Cocoa Board, l’ente che regola il settore nel secondo produttore mondiale di fave, ha ufficialmente accusato diversi operatori di utilizzare fondi pubblici per finanziare il contrabbando di cacao dalla vicina Costa d’Avorio. L’allarme, lanciato nel maggio 2026, segna una storica inversione di tendenza: per decenni il flusso illegale aveva seguito la rotta opposta, con il cacao ghanese che varcava i confini per sfuggire ai prezzi interni troppo bassi.

La causa scatenante di questa anomalia è la profonda crisi di prezzi che ha colpito la Costa d’Avorio all’inizio dell’anno. Recentemente, il governo ivoriano ha ridotto drasticamente il prezzo garantito ai produttori per far fronte alla volatilità del mercato, portandolo a circa 1.200 cedi per sacco. Nello stesso periodo, il Ghana ha mantenuto un prezzo significativamente più alto, vicino ai 2.600 cedi. Questo divario ha creato un incentivo economico irresistibile per i contrabbandieri: acquistare cacao ivoriano a prezzi stracciati per poi rivenderlo alle autorità ghanesi spacciandolo per prodotto locale, incassando così il premio di prezzo garantito dallo Stato.

Secondo le indagini condotte dai servizi speciali, alcuni funzionari e agenti delle società autorizzate all’acquisto avrebbero deviato la liquidità fornita dal governo per finanziare queste operazioni illecite. Il fenomeno si è ormai esteso a quattro regioni lungo il confine occidentale. Da parte loro, le associazioni di categoria delle società di acquisto hanno preso le distanze, attribuendo la responsabilità a iniziative individuali di agenti infedeli mossi da profitto personale.

Le autorità ghanesi sono in stato di massima allerta per le gravi ripercussioni economiche. L’utilizzo di fondi statali per acquistare cacao straniero sottrae risorse vitali ai contadini ghanesi, già messi alla prova da una crisi di liquidità che colpisce il settore. Inoltre, esiste un serio rischio per la reputazione internazionale del prodotto: il cacao del Ghana è rinomato per la sua qualità superiore, e la miscelazione con fave ivoriane di contrabbando, spesso non tracciate o di qualità inferiore, minaccia di compromettere gli standard della certificazione nazionale.

Nel corso di maggio 2026, le operazioni di pattugliamento sono state intensificate, portando al sequestro di numerosi sacchi di provenienza illecita e all’arresto di diversi sospettati. Il governo sta ora valutando una riforma strutturale del modello di finanziamento del settore per garantire che i fondi arrivino direttamente ai produttori e per prevenire ulteriori distorsioni in un’annata già resa difficile dalla guerra in Iran e da El Niño.

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