Cacao e riforestazione: la rinascita verde di São Tomé e Príncipe

Nell’arcipelago di São Tomé e Príncipe, al largo delle coste dell’Africa occidentale, il cacao sta vivendo una seconda giovinezza, trasformandosi da semplice materia prima a motore di una rivoluzione ecologica e sociale. Una nuova generazione di coltivatori sta infatti guidando un ambizioso progetto di ripristino dei terreni degradati, dimostrando che l’agricoltura sostenibile può essere la chiave per la stabilità economica e la tutela della biodiversità.

Sostenuta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) all’interno del programma internazionale Restoration Initiative, questa mobilitazione punta a risanare gli ecosistemi compromessi da decenni di agricoltura intensiva e dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. Dal 2019 a oggi sono già stati recuperati oltre 8.000 ettari di sistemi agroforestali, ma l’obiettivo per il 2030 è ancora più audace: raggiungere i 36.000 ettari, una superficie che corrisponde a quasi un terzo dell’intero territorio nazionale.

Al centro di questa rinascita ci sono storie come quella di Camila Varela De Carvalho, 32 anni e madre di quattro figli. Per Camila, che lavora la terra da quando ne aveva otto, la piantagione rappresenta molto più di un impiego: è lo strumento che garantisce l’indipendenza della sua famiglia. Come lei, migliaia di produttori stanno imparando a integrare la coltivazione del cacao con la riforestazione. Sono già state piantate oltre 240.000 piantine di specie locali per ricreare la copertura forestale necessaria a ombreggiare le piante di cacao, migliorando al contempo la salute del suolo e favorendo l’impollinazione naturale.

Un ruolo fondamentale in questa trasformazione è svolto dalla cooperativa CECAB, che riunisce 37 gruppi di produttori e sostiene oltre 2.000 famiglie. La cooperativa non si limita a promuovere pratiche agricole sostenibili, ma facilita l’accesso alle certificazioni biologiche e del commercio equo e solidale, permettendo ai contadini di vendere il proprio raccolto a prezzi più elevati e competitivi sul mercato internazionale.

Il vero salto di qualità è avvenuto nel 2022 con l’inaugurazione di uno stabilimento locale per la produzione di cioccolato biologico. Per la prima volta nella storia dell’arcipelago, il cacao non viene solo esportato come fava grezza, ma lavorato in loco, creando un prodotto a valore aggiunto che genera ricchezza e occupazione per la comunità. “È un sogno che si avvera”, commentano i responsabili della struttura, sottolineando come la lavorazione interna permetta ai produttori di riappropriarsi dell’intera filiera.

Questa iniziativa, supportata dal Fondo per l’ambiente globale (GEF), dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) e dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), dimostra che investire nelle foreste è una strategia vincente su tutti i fronti. In occasione della Giornata internazionale delle foreste del 21 marzo, il caso di São Tomé e Príncipe emerge come un modello di resilienza: le foreste regolano il clima e il suolo, mentre il cacao garantisce un reddito dignitoso, creando un legame indissolubile tra la salute del pianeta e il benessere delle persone.

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