I prezzi del caffè hanno subito una forte pressione ribassista nelle ultime due settimane, con il caffè robusta e l’arabica che hanno toccato i minimi degli ultimi sei mesi rispettivamente mercoledì e lunedì scorsi. Questo trend discendente, iniziato a dicembre, è confermato dal report mensile dell’Ico che segnala come l’indicatore composto sia tornato sotto la soglia dei 3 dollari, registrando a gennaio una flessione del 2,6%. Nonostante un picco iniziale di 307,11 centesimi registrato il 7 gennaio, i prezzi sono crollati fino al minimo mensile di 283,02 centesimi a fine mese.
La causa principale di questo ribasso risiede nelle previsioni di un raccolto brasiliano eccezionale. L’agenzia nazionale Conab stima per il 2026 una produzione record di 66,2 milioni di sacchi, con un aumento del 17,2% su base annua. Nel dettaglio, l’arabica dovrebbe crescere del 23,2% raggiungendo i 44,1 milioni di sacchi, mentre il robusta aumenterebbe del 6,3% arrivando a 22,1 milioni. Alcuni analisti privati sono ancora più ottimisti del governo, prevedendo un raccolto fino a 74 milioni di sacchi. Il miglioramento delle condizioni meteorologiche ha giocato un ruolo chiave: nella prima settimana di febbraio, la regione del Minas Gerais ha ricevuto 72,6 mm di pioggia, pari al 113% della media storica, attenuando i timori per la siccità.
Parallelamente, l’offerta mondiale è sostenuta dall’impennata delle esportazioni dal Vietnam, primo produttore di robusta, che a gennaio ha registrato un aumento del 38,3% con 198.000 tonnellate spedite. A livello logistico, la situazione nel canale di Suez sta gradualmente tornando alla normalità. Negli ultimi anni, la rotta era stata pesantemente compromessa dagli attacchi dei ribelli Houthi nel Mar Rosso, che avevano costretto la quasi totalità delle navi portacontainer a circumnavigare l’Africa passando per il Capo di Buona Speranza. Questa deviazione aggiungeva circa 10-15 giorni di navigazione e triplicava i costi di spedizione, creando una carenza di caffè pronto alla consegna in Europa. Il recente cessate il fuoco ha permesso il ripristino dei passaggi diretti attraverso Suez, riducendo i tempi di transito e migliorando la disponibilità immediata di prodotto. Sebbene i prezzi siano in calo, il mercato resta caratterizzato da stock certificati storicamente bassi e da una strategia di acquisto dei torrefattori limitata al breve termine, fattori che finora hanno evitato un collasso totale delle quotazioni.


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