Il settore caffeicolo colombiano chiude il 2025 con un bilancio in chiaroscuro, caratterizzato da una contrazione produttiva causata dal fattore climatico e da una decisa crescita sul fronte commerciale. Nonostante le difficoltà nei raccolti, il Paese sudamericano consolida la sua posizione di leader nel mercato mondiale dei caffè leggeri e di alta qualità.
Secondo i dati ufficiali della Federazione Nazionale dei Coltivatori di Caffè (FNC), la produzione totale dell’anno solare 2025 si è attestata a 13,67 milioni di sacchi da 60 kg, registrando un calo del 2% rispetto all’anno precedente. Questa flessione è attribuibile principalmente alle abbondanti precipitazioni della prima metà dell’anno, che hanno ostacolato la corretta fioritura nelle principali aree agricole. Il rallentamento è apparso ancora più evidente nell’ultimo trimestre (ottobre-dicembre), che ha segnato un crollo del 24%, proiettando per il ciclo 2025/26 un potenziale di raccolto ridotto a circa 12 milioni di sacchi.
In netto contrasto con il calo produttivo, le esportazioni hanno mostrato una notevole resilienza, crescendo del 7% e raggiungendo i 13,1 milioni di sacchi. Il risultato è stato favorito da una strategia di marketing aggressiva e da un’efficienza logistica che ha permesso di sfruttare i prezzi internazionali, che sono stati a lungo ai massimi storici. La FNC si conferma il principale attore dell’export con una quota del 25,9%, seguita da grandi multinazionali e aziende private che hanno gestito con successo la volatilità dei listini.
Sul fronte interno, si registra un segnale positivo legato al consumo locale, che ha raggiunto i 2,27 milioni di sacchi, evidenziando una crescente popolarità dei caffè speciali tra i consumatori colombiani. Parallelamente, le importazioni destinate a specifici segmenti industriali si sono fermate a 1,18 milioni di sacchi.
Per il 2026, l’attenzione del comparto si sposta sul monitoraggio dei cicli di fertilizzazione e sul rinnovo delle piantagioni. La sfida principale sarà tutelare il reddito di oltre 540.000 famiglie di agricoltori, garantendo al contempo una comunicazione trasparente con i mercati esteri per mantenere alta la competitività del chicco colombiano.


Lascia un commento