Il settore caffeicolo brasiliano chiude il 2025 con un bilancio in chiaroscuro, segnato da una flessione nelle quantità esportate ma da un fatturato storico senza precedenti. Secondo i dati diffusi dal Consiglio degli Esportatori di Caffè (Cecafé), le spedizioni totali hanno raggiunto i 40 milioni di sacchi, registrando una contrazione del 20,8% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, grazie a un aumento del prezzo medio per sacco — balzato da 248 a 389 dollari (+56,7%) — il valore complessivo delle vendite è salito del 24%, toccando la cifra record di 15,6 miliardi di dollari.
A determinare la contrazione dei volumi ha contribuito una combinazione di fattori climatici avversi nel precedente raccolto e una riduzione delle scorte interne dopo i picchi di vendita del 2024. Pesanti criticità sono emerse anche sul fronte logistico: l’obsolescenza delle infrastrutture portuali e la carenza di container hanno causato perdite stimate in oltre 61 milioni di Real per gli operatori del settore.
Sul piano geopolitico, il 2025 è stato un anno turbolento per i rapporti con gli Stati Uniti. L’imposizione di dazi del 50% su diverse tipologie di prodotto ha provocato un crollo delle spedizioni verso il mercato americano del 33,9% su base annua. Sebbene parte dei dazi sia stata revocata a fine novembre, il caffè solubile continua a essere tassato, penalizzando pesantemente il segmento. Al contrario, la Germania si conferma la prima destinazione mondiale con 5,4 milioni di sacchi, mentre l’Asia si profila come la nuova frontiera commerciale: Giappone e Cina hanno registrato incrementi negli acquisti vicini al 20%, consolidando la posizione del mercato cinese tra i primi dieci importatori.
Le prospettive per il 2026 appaiono decisamente più ottimistiche. Il settore si prepara a un raccolto più abbondante, grazie alla naturale alternanza dei cicli produttivi che quest’anno volge verso l’alta produttività. Le stime di Hedgepoint Global Markets indicano una produzione totale tra i 71 e i 74,4 milioni di sacchi, con una decisa ripresa della varietà Arabica.
Sebbene la prima metà del 2026 risentirà ancora della limitata disponibilità di prodotto, Cecafé prevede un rafforzamento delle esportazioni a partire dal secondo semestre. Parallelamente, il settore guarda con fiducia all’accordo Mercosur-Unione Europea, considerato fondamentale per raggiungere la parità competitiva con il Vietnam e consolidare ulteriormente la leadership brasiliana sui mercati internazionali.


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