Categoria: Succo d’arancia

  • L’arancio Donaldson resiste alla malattia di Huanglongbing

    L’arancio Donaldson resiste alla malattia di Huanglongbing

    Scoperta sorprendente nel settore agrumicolo della Florida: un albero di arancio dolce, chiamato “Donaldson”, ha resistito alla malattia di Huanglongbing (HLB) per oltre 30 anni. Piantato negli anni ’40 e riscoperto nel 2021 in un frutteto sperimentale, l’albero si è dimostrato resistente nonostante fosse infetto dal batterio Candidatus Liberibacter asiaticus. Questa scoperta offre nuove speranze per l’industria degli agrumi, duramente colpita dalla malattia che ha causato perdite fino al 90% delle coltivazioni in Florida. La varietà “Donaldson”, precoce e produttiva come la popolare “Hamlin”, potrebbe rappresentare una svolta nella lotta contro l’HLB, permettendo di recuperare varietà storiche e ridurre le prese di succo. Ricercatori e coltivatori stanno ora studiando le caratteristiche di questa pianta, che potrebbe contribuire a riscrivere il futuro dell’agrumicoltura nella regione.

    Le analisi agronomiche e chimiche condotte nel 2023 e 2024 hanno confermato il potenziale della varietà “Donaldson” come alternativa resistente all’HLB. La pianta si è dimostrata vigorosa, con una chioma più ampia, un tronco più spesso e una produzione di frutti significativamente superiore rispetto alla vicina “Hamlin”: 557 contro 98 frutti nel 2023. I frutti di “Donaldson” erano più grandi, più dolci e contenevano più semi, mantenendo un aspetto simile a quello di “Hamlin”. Le analisi chimiche hanno evidenziato un succo con elevati livelli di solidi solubili e un equilibrio di acidità ottimale; inoltre, nel 2024, i limonoidi amari come limonina e nomilina erano inferiori rispetto a “Hamlin”, migliorando il sapore.

    I test sui consumatori effettuati con miscele commerciali hanno dimostrato che gli assaggiatori sono in grado di distinguere le due varietà, ma l’accettazione generale è stata positiva per entrambe. Questi risultati offrono nuove prospettive per l’industria degli agrumi della Florida, offrendo una possibile soluzione alla crisi causata dall’HLB grazie a questa varietà storica riscoperta.

    Il recupero di “Donaldson” apre nuove speranze per l’industria degli agrumi della Florida, grazie alla sua possibile tolleranza all’HLB. Sebbene si basi ancora su un singolo albero, i primi risultati positivi hanno spinto le autorità a inviare il materiale per ulteriori test di pulizia e moltiplicazione. Sono in programma studi in diversi ambienti per verificare la stabilità delle caratteristiche. La storia di “Donaldson” ricorda come molte varietà siano nate da mutazioni casuali e siano state poi dimenticate. Il suo ritorno rappresenta una concreta speranza di rinascita per uno dei simboli più iconici dell’agricoltura statunitense. Se confermata, la resistenza all’HLB potrebbe portare ad una nuova fase di resilienza e innovazione nel settore degli agrumi della Florida.

  • Il mercato del succo d’arancia negli Stati Uniti affronta sfide crescenti: produzione in calo e prezzi in aumento

    Il mercato del succo d’arancia negli Stati Uniti affronta sfide crescenti: produzione in calo e prezzi in aumento

    Il succo d’arancia al 100% rimane uno dei preferiti tra le famiglie americane, ma negli ultimi anni il settore ha dovuto fare i conti con numerose difficoltà e con la riduzione della produzione interna, causata dalla diffusione della malattia del “citrus greening”, dagli uragani e dall’urbanizzazione.

    Per compensare queste perdite, i trasformatori della Florida hanno iniziato a importare arance da paesi come Brasile e Messico. Tuttavia, anche queste forniture si sono rivelate insufficienti, contribuendo all’aumento dei prezzi sul mercato statunitense. Di conseguenza, molti consumatori stanno optando per alternative più economiche o riducendo il consumo di succo d’arancia.

    Negli ultimi anni, la produzione di succo d’arancia negli Stati Uniti ha raggiunto livelli storicamente bassi. Dopo le devastanti perdite causate dall’uragano Ian nel 2022, che ha colpito duramente gli agrumeti della Florida, le forniture di prodotti come il succo non da concentrato (NFC) e il ricostituito si sono drasticamente ridotte.

    In questo contesto di scarsità e prezzi elevati, il succo ricostituito si conferma come l’opzione più conveniente per molti acquirenti. La domanda di questa tipologia di prodotto varia più rapidamente rispetto alle altre, rispecchiando le fluttuazioni dei costi e delle disponibilità sul mercato. La situazione evidenzia le sfide di un settore che sta cercando di adattarsi a condizioni complesse e imprevedibili.

    Dati recenti evidenziano come queste tendenze si siano accentuate nel corso del tempo: dal 2022-23 al 2023-24, i prezzi dei succhi ricostituiti sono aumentati del 17%, mentre quelli degli NFC sono cresciuti di appena l’1,7%. In questo periodo, le vendite di succhi ricostituiti hanno subito un calo drastico, riflettendo la loro maggiore sensibilità alle variazioni di prezzo. Al contrario, le vendite di NFC sono leggermente aumentate grazie a un incremento del prezzo più contenuto.

    Quando i prezzi degli NFC salgono, molti consumatori tendono a passare rapidamente ai ricostituiti. Tuttavia, un aumento dei costi di ricostituzione tende a ridurre ulteriormente il numero di acquirenti disposti a optare per questa categoria, rafforzando così la posizione dell’NFC come prodotto di fascia premium.

    Questi dati suggeriscono strategie mirate per l’industria del succo d’arancia della Florida. Innanzitutto, il succo NFC dovrebbe essere promosso come prodotto di alta qualità e freschezza, rivolgendosi a consumatori meno sensibili al prezzo e desiderosi di un prodotto premium. Parallelamente, il succo ricostituito potrebbe essere valorizzato come un’opzione conveniente attraverso campagne promozionali mirate al dettaglio, presentandolo come una scelta di buon rapporto qualità-prezzo senza frequenti aumenti di prezzo.

    È inoltre fondamentale mantenere una differenza di prezzo contenuta tra NFC e ricostituito per incentivare più consumatori a considerare l’NFC come un prodotto che vale il costo aggiuntivo. Promuovere gli aspetti salutari e benefici per il benessere associati al succo d’arancia 100% può contribuire ad aumentare la domanda sia per NFC che per ricostituito. Infine, una comunicazione trasparente sull’aumento dei prezzi e sulle eventuali carenze di fornitura può aiutare a fidelizzare i clienti anche nei periodi di inflazione, rafforzando la fiducia nel marchio e nel settore nel suo complesso.

  • Brasile e India siglano un accordo che apre il mercato indiano agli agrumi brasiliani

    Brasile e India siglano un accordo che apre il mercato indiano agli agrumi brasiliani

    In un passo strategico per rafforzare la presenza del settore agricolo brasiliano sui mercati internazionali, i governi di Brasile e India hanno concluso con successo i negoziati che consentiranno l’esportazione di agrumi brasiliani in India. L’accordo, formalizzato di recente, permette l’ingresso nel mercato indiano di lime di Tahiti, limoni di Sicilia, arance dolci, mandarini e altri prodotti simili, segnando un importante traguardo per il settore frutticolo del Paese sudamericano.

    L’Associazione Brasiliana dei Produttori ed Esportatori di Frutta e Derivati ​​(Abrafrutas) ha definito l’intesa come “un risultato strategico per il settore”, sottolineando il ruolo chiave delle collaborazioni tra le istituzioni nazionali e le organizzazioni di settore. Secondo quanto riferito dall’associazione, l’accordo è stato raggiunto grazie all’impegno congiunto del Ministero dell’Agricoltura e dell’Allevamento e del Ministero degli Affari Esteri, che hanno lavorato per ampliare la presenza dell’agricoltura brasiliana nei mercati ad alto valore aggiunto e migliorare la competitività dei prodotti nazionali a livello globale.

    L’apertura del mercato indiano rappresenta una grande opportunità per le esportazioni di agrumi brasiliani, considerando il potenziale di uno dei mercati più promettenti dell’Asia: oltre 1,4 miliardi di consumatori con una domanda crescente. La regione si configura come uno dei principali sbocchi commerciali per i frutti brasiliani, offrendo nuove prospettive di crescita e consolidamento internazionale.

    Il Brasile si conferma tra i principali produttori mondiali di agrumi, con coltivazioni concentrate negli stati di San Paolo, Minas Gerais e Bahia. La produzione nazionale si distingue per elevati standard qualitativi, tracciabilità e sostenibilità ambientale, elementi che contribuiscono alla forte accettazione sui mercati esteri.

    “L’apertura del mercato indiano agli agrumi brasiliani rappresenta un’altra vittoria della diplomazia agro-commerciale e un’importante opportunità per il nostro settore”, ha commentato Luiz Eduardo Raffaelli, direttore istituzionale di Abrafrutas. “L’India possiede un enorme potenziale di consumo. Con questa nuova possibilità di esportazione, stiamo ampliando non solo le destinazioni delle nostre produzioni ma anche il riconoscimento della qualità della nostra frutta”.

  • Fine anticipata della stagione delle arance egiziane: prezzi record e riduzione dell’offerta

    Fine anticipata della stagione delle arance egiziane: prezzi record e riduzione dell’offerta

    La stagione delle arance in Egitto si sta concludendo in anticipo, segnando un anno caratterizzato da numerosi colpi di scena. La difficoltà di riduzione dell’offerta, un aumento spettacolare dei prezzi e le persistenti crisi nel Mar Rosso hanno contraddistinto questa campagna, mentre entra in vigore la riduzione dei sussidi per gli esportatori.

    Le principali centrali di confezionamento hanno già sospeso le attività, con alcuni che stanno chiudendo gli ultimi ordini destinati ai paesi arabi. Le esportazioni verso l’Europa sono state anch’esse bloccate, e la campagna si è conclusa prematuramente, rispetto alle stagioni precedenti che terminavano a fine giugno.

    Dietro questa breve campagna si cela un calo dell’offerta combinato a una domanda locale molto forte. In Egitto, le fabbriche di concentrato di arancia stanno prosperando, assorbendo grandi volumi a condizioni di pagamento favorevoli per i coltivatori. La domanda si è intensificata subito dopo le festività di Eid al-Fitr, all’inizio di aprile, facendo salire i prezzi a livelli mai visti prima.

    I prezzi delle arance egiziane hanno raggiunto i 800 dollari a tonnellata subito dopo le festività, un record storico. Questa impennata ha portato molte stazioni di confezionamento a interrompere temporaneamente l’attività. Sebbene i prezzi si siano successivamente stabilizzati, rimangono ancora oggi molto elevati rispetto agli anni precedenti.

    La combinazione di fattori ha determinato una stagione breve ma intensa, con effetti significativi sul mercato e sui produttori locali.

  • In Spagna la grandine devasta oltre 12.000 ettari di coltivazioni

    In Spagna la grandine devasta oltre 12.000 ettari di coltivazioni

    La Unió Llauradora ha reso noto che la tempesta di sabato scorso ha causato ingenti danni all’agricoltura delle province di Valencia e Castellón, colpendo complessivamente 12.363 ettari di terreni coltivati. Le stime iniziali indicano perdite economiche pari a circa 7,6 milioni di euro, con le zone più colpite che producono cereali, mandorle, olive, agrumi e uva.

    Se da un lato nella regione di Plana Baixa, a Castellón, gli ettari danneggiati sono risultati inferiori alle previsioni più pessimistiche, dall’altro gli alberi di agrumi hanno subito danni significativi. La grandinata, accompagnata da raffiche di vento fino a 51 km/h, si è abbattuta in un momento cruciale del ciclo vegetativo: le piante erano in piena fase di gemmazione. La combinazione di pioggia intensa e vento ha provocato la caduta di rami e foglie, oltre al lavaggio del terreno.

    Il fenomeno meteorologico si è verificato durante il naturale processo in cui gli alberi scartano i primi germogli, il che potrebbe comportare una sostanziale riduzione della produzione futura. Alcune delle giovani gemme fogliari sono state completamente distrutte o sono finite a terra, aggravando ulteriormente la situazione.

    L’attuale sistema assicurativo agricolo dovrebbe teoricamente coprire tali eventi avversi; tuttavia, La Unió esprime preoccupazione riguardo alla possibilità che gli agrumi non siano adeguatamente tutelati a causa dei tempi dell’incidente. “È possibile che gli alberi abbiano già perso i primi germogli al momento della perizia degli appezzamenti. Per questo motivo, i produttori potrebbero non riuscire a dimostrare i danni subiti”, ha dichiarato l’organizzazione agricola.

    In risposta alla gravità della situazione, molti consigli locali stanno chiedendo che le rispettive amministrazioni comunali siano dichiarate zone colpite da calamità naturale. La Unió propone che, una volta presentata la richiesta ufficiale da parte dei comuni, il Governo dichiari lo stato di emergenza civile e riconosca ufficialmente le aree come zone pesantemente colpite da calamità naturale.

  • Il raccolto di arance brasiliane è previsto in crescita del 36% nel 2025/26

    Il raccolto di arance brasiliane è previsto in crescita del 36% nel 2025/26

    Dopo il secondo peggior raccolto della storia, il Brasile si prepara a una stagione record per le arance nel 2025/26. Secondo uno studio del Fondo per la difesa degli agrumi (Fundecitrus), la produzione dovrebbe aumentare del 36% nelle principali regioni di San Paolo e Triângulo/Sudoeste Mineiro, il più grande parco di agrumi al mondo. Se i dati verranno confermati, si prevede una produzione di circa 314,6 milioni di casse da 40,8 chili, tornando così a superare le 300 milioni di scatole e registrando un incremento del 4,8% rispetto alla media degli ultimi dieci anni.

    Juliano Ayres, direttore esecutivo di Fundecitrus, ha attribuito questa proiezione positiva alle condizioni climatiche favorevoli. “Le piogge da settembre a dicembre hanno reso meravigliosa la seconda fioritura”, ha dichiarato durante la presentazione dei dati. Questa seconda fioritura, che potrebbe rappresentare fino al 70% della produzione regionale, sta assumendo un ruolo sempre più centrale rispetto al primo raccolto, tradizionalmente più importante tra aprile e luglio. Ayres ha spiegato che il cambiamento climatico ha portato a un aumento dell’umidità verso la fine dell’anno, favorendo questa seconda ondata di fioritura.

    Il 2024, invece, è stato caratterizzato da un anno più secco, con precipitazioni significative solo tra ottobre e dicembre. A ottobre, le piogge sono state superiori del 25% rispetto alla media storica; a novembre, del 34%; e a dicembre, del 7%. Questa condizione di umidità diffusa, dopo un lungo periodo di siccità, ha invertito lo scenario e stimolato la seconda fioritura, che si è verificata in modo più regolare rispetto al ciclo precedente, in cui si era manifestata in ritardo e in modo atipico.

    La distribuzione della fioritura si rifletterà in una concentrazione della produzione nei mesi invernali e in un ritardo di circa 45 giorni nella lavorazione delle arance destinate alla produzione di succo. La partecipazione delle diverse fioriture alla raccolta si stima così: primo ciclo, 20,7%; secondo, 69,6%; terzo, 7,2%; e quarto, 2,5%. La presenza della quarta fioritura, tornata a livelli normali, rappresenta un cambiamento rispetto al ciclo precedente, caratterizzato da una fioritura atipica e in ritardo. Questo comportamento influenzerà anche le dimensioni e la qualità dei frutti.

    Ayres ha sottolineato che il parco agrumicolo è invecchiato negli ultimi due anni, portando a un aumento della dimensione media dei frutti. Tuttavia, nel ciclo 2025/26, si prevede una leggera diminuzione della pezzatura, con una media di 158 grammi rispetto ai 159 dell’ultimo ciclo e ai 160 della media storica. “Più frutti ci sono, più sono piccoli, perché l’albero deve nutrirli tutti”, ha spiegato Ayres. alla fioritura tardiva, i frutti dovrebbero crescere nel periodo più secco, tra aprile e luglio, contribuendo a una migliore qualità. In effetti, le arance di questa stagione sono considerate di buona qualità e più dolci, ideali per la produzione di succhi.

    Le rese previste sono di circa 869 scatole per ettaro e 1,72 scatole per albero, con un aumento del 26% rispetto alle 687 scatole per ettaro e 1,37 per albero della stagione precedente.

  • L’Intelligenza Artificiale rivoluzionerà gli agrumeti

    L’Intelligenza Artificiale rivoluzionerà gli agrumeti

    L’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nell’agricoltura di produzione sta facendo passi da gigante, grazie all’impegno dell’Istituto di Scienze Alimentari e Agrarie dell’Università della Florida (UF/IFAS). Un settore tradizionalmente legato a metodi consolidati si trova ora di fronte a un’opportunità rivoluzionaria, alimentata dal centro UF/IFAS per l’Intelligenza Artificiale Applicata in Agricoltura, che sta suscitando entusiasmo tra coltivatori e vivaisti.

    Se fino a pochi anni fa l’IA sembrava un concetto lontano dal mondo agricolo, oggi si parla di strumenti concreti pronti a migliorare la gestione degli agrumeti. Chris Gunter, presidente del Dipartimento di Scienze Orticole dell’UF/IFAS, ha condiviso con Citrus Nursery Source alcune idee su come anche il settore degli agrumi possa trarre vantaggio da queste innovazioni.

    Tra le applicazioni più promettenti ci sono il rilevamento precoce di malattie e parassiti grazie a tecnologie di visione artificiale, che analizzano danni, colorazioni e stress delle piante, permettendo interventi tempestivi e limitando la diffusione di infezioni come l’Huanglongbing (HLB).

    L’IA può anche ottimizzare la gestione delle risorse, come fertilizzanti e irrigazione, attraverso tecnologie iperspettrali che individuano segnali di avvizzimento o altri problemi, riducendo sprechi d’acqua e migliorando la salute delle piante.

    Inoltre, l’automazione dell’esplorazione e del monitoraggio rappresenta un grande passo avanti: droni e robot dotati di intelligenza artificiale potrebbero sostituire le attività di verifica manuale, rendendo il processo più economico e preciso, anche per le aziende di dimensioni più contenute.

    L’IA potrebbe anche rivoluzionare la gestione dell’inventario, monitorando la maturazione delle piante e ottimizzando i programmi di raccolta e consegna, con sistemi robotici capaci di selezionare e segregare le piante più adatte.

    Un’altra frontiera riguarda l’identificazione precoce di liner zigotici, ovvero piccole variazioni nelle piante prima della gemmazione, che potrebbero sfuggire all’occhio umano ma che l’IA può individuare con precisione.

    Infine, sistemi intelligenti potrebbero prevenire perdite d’acqua o malfunzionamenti di ventilatori e altri impianti, intervenendo prima che si verifichino danni più gravi.

  • Un altro finanziamento da 1,5 milioni di dollari per la ricerca sul citrus greening

    Un altro finanziamento da 1,5 milioni di dollari per la ricerca sul citrus greening

    Il Professor Ching-Hong Yang, docente di Scienze Biologiche presso l’Università del Wisconsin, ha ottenuto un finanziamento di 1,5 milioni di dollari dall’Istituto Nazionale per l’Alimentazione e l’Agricoltura (NIFA). Questa somma sosterrà la sua ricerca su un nuovo composto biologico volto a contrastare le malattie che minacciano le colture di agrumi, in particolare l’Huanglongbing (HLB), comunemente noto come “citrus greening”.

    L’HLB è una delle infezioni batteriche più pericolose per gli agrumi a livello globale, capace di devastare vaste aree di produzione e mettere a rischio l’economia di molte regioni produttrici. La ricerca di Yang si concentra su RejuAgro A (RAA), un composto naturale che, grazie a studi preliminari promettenti, potrebbe rappresentare una svolta nella lotta contro questa malattia.

    Il progetto, intitolato “Portare RejuAgro sul mercato: sviluppo di un innovativo biopesticida a iniezione nel tronco per Huanglongbing (HLB)”, mira a sviluppare e velocizzare la commercializzazione di questa soluzione sostenibile. Yang ha dichiarato: “Questo finanziamento rappresenta un passo fondamentale nel tradurre le nostre scoperte di laboratorio in strumenti concreti per i coltivatori”.

    Già nel 2023, Yang aveva ricevuto 2,4 milioni di dollari sempre dal NIFA USDA, destinati allo sviluppo di strategie biologiche per combattere il colpo di fuoco batterico del melo e l’HLB degli agrumi. Con questa nuova somma, il suo finanziamento totale supera i 3,9 milioni di dollari, sottolineando l’importanza e il riconoscimento della sua ricerca a livello federale.

    L’obiettivo è accelerare il processo di sviluppo e portare sul mercato un prodotto efficace, sostenibile e facile da usare, che possa offrire ai coltivatori uno strumento affidabile per proteggere le proprie colture e rafforzare la resilienza dell’agricoltura.

    “Con questo supporto, possiamo fare un passo avanti decisivo per proteggere le colture di agrumi in tutto il mondo dagli effetti devastanti di Huanglongbing”, ha concluso Yang, evidenziando l’importanza di questa innovazione per il settore agricolo globale

  • Crescono i prezzi all’esportazione delle arance egiziane

    Gli analisti di EastFruit segnalano un’impennata dei prezzi delle arance egiziane all’esportazione, con valori che hanno raggiunto i 0,66 dollari al kg a metà aprile 2025, rispetto ai circa 0,43-0,45 dollari registrati a metà aprile dell’anno precedente.

    Questo incremento è attribuibile a diversi fattori: la stagionalità, un raccolto ridotto a causa di condizioni climatiche estreme, difficoltà logistiche e una crescente domanda di agrumi sui mercati internazionali. La stagione delle esportazioni sta volgendo al termine, ma l’aumento dei prezzi si presenta più marcato del solito, spinto anche dalla presentazione delle scorte e da un raccolto compromesso dal caldo anomalo durante la fioritura, che ha ridotto la produzione di quasi un terzo.

    La qualità dei frutti si concentra principalmente su quelli di medie dimensioni, destinati ai mercati premium del Golfo e dell’Europa orientale. A ciò si aggiunge il taglio dei sussidi all’esportazione da parte dell’Egitto, passato dall’8-10% al 2,5% nel novembre 2024, che ha aumentato i costi per gli esportatori.

    L’espansione dell’industria di trasformazione degli agrumi e la produzione di concentrato di succo d’arancia congelato contribuiscono anch’esse alla dinamica dei prezzi, trainate dai prezzi elevati sul mercato globale dovuti alla produzione brasiliana. Inoltre, l’aumento dei costi e la siccità in Spagna e Italia hanno ridotto i raccolti locali, creando ulteriori opportunità per gli esportatori egiziani di aumentare le quote.

  • In un clima di incertezza, Sudafrica e Perù preferiscono esportare le loro arance in Europa

    In un clima di incertezza, Sudafrica e Perù preferiscono esportare le loro arance in Europa

    L’avvio della stagione degli agrumi d’oltremare si presenta caratterizzato da un clima di incertezza, alimentato dai numerosi cambiamenti a livello globale e dalle opinioni divergenti tra gli operatori. Il mercato degli agrumi, infatti, è fortemente internazionale: le tensioni negli Stati Uniti stanno spingendo gli esportatori di Perù e Sudafrica a considerare l’Europa come un mercato più stabile e sicuro. Questa tendenza si riflette già nelle statistiche di esportazione di mandarini e pompelmi, anche se resta da capire se si tradurrà in un aumento consistente dei volumi destinati al Vecchio Continente.

    Per quanto riguarda le arance da tavola, il quadro è complicato: le forniture dalla Spagna sono al minimo, mentre il Sudafrica sta iniziando le spedizioni solo ora, con le prime consegne previste per la prossima settimana. Si prevede che le arance arriveranno sul mercato europeo a fine maggio, in un contesto di mercato ancora difficile, soprattutto a causa del passaggio dalle varietà precoci Navel alle varietà più medie e tardive, che richiederanno alcuni mesi di adattamento.

    Il settore delle arance da spremuta, invece, mostra segnali più positivi. Le spedizioni dall’Egitto hanno superato il picco e l’attenzione si concentra sulla gestione degli arrivi tardivi fino a giugno. I prezzi sono leggermente aumentati, mantenendosi comunque equilibrati. Tuttavia, si prevede che il Sudafrica possa affrontare una leggera carenza all’inizio della stagione, non per un raccolto insufficiente, ma a causa delle condizioni di “black spot” in Limpopo, Swaziland e Zimbabwe, che hanno ridotto i volumi disponibili per l’Europa nelle prime settimane.

    Anche l’offerta di arance marocchine rimane imprevedibile: il paese ha un mercato interno molto forte, che spesso riduce la necessità di esportare quando i prezzi locali sono favorevoli.

    Per quanto riguarda i prezzi dei succhi di frutta, lo scorso anno sono stati un tema caldo: sebbene rimangano elevati rispetto alla media degli ultimi cinque anni, si nota una lieve diminuzione rispetto al 2023, con una pressione al ribasso che si fa sentire. L’Egitto ha intensificato la propria presenza nel mercato dei succhi, mentre il Sudafrica potrebbe aumentare la produzione. Una correzione dei prezzi sembra inevitabile, anche se rimangono ancora relativamente alti.