Brasile, fine raccolto: si guarda alla nuova fioritura

La campagna caffeicola in Brasile si avvia verso le battute finali, spostando rapidamente il focus degli operatori di settore e dei mercati internazionali dalle operazioni di raccolta alle prospettive del prossimo ciclo produttivo. Negli ultimi giorni, i lavori nei campi hanno registrato un inevitabile rallentamento, legato sia al naturale completamento delle attività sulle piante sia all’arrivo improvviso delle prime piogge di settembre.

I rilevamenti condotti dalle principali realtà cooperative mostrano un quadro ormai quasi consolidato. I dati diffusi dalla Cooperativa Regionale dei Coltivatori di Caffè di Guaxupé indicano che le operazioni hanno raggiunto il 98,6% delle superfici associate, evidenziando soltanto un leggero ritardo rispetto all’annata precedente, quando il raccolto era già stato portato a termine quasi ovunque. A guidare l’avanzamento dei lavori è lo Stato di San Paolo con il 99,2% delle coltivazioni completate, seguito dal Cerrado Mineiro al 98,8%, dal Sul de Minas al 98,7% e dalle aree di Matas de Minas, fermatesi al 95%.

Nel Cerrado Mineiro, l’andamento del lavoro sul campo è stato direttamente condizionato dalle precipitazioni registrate a metà mese. Nella zona d’influenza della cooperativa Expocacer, dove la raccolta si attesta al 99% del programma e la produzione già lavorata tocca il 91%, le piogge hanno temporaneamente bloccato le operazioni di recupero del caffè caduto a terra. Questa specifica quota di prodotto rappresenta circa il 30% del volume totale della regione ed è stata già raccolta per l’81%. Nonostante le interruzioni meteo, la resa media si conferma eccellente, attestandosi sui 455 litri per ogni sacco da 60 chilogrammi, tra i valori più alti registrati nelle recenti stagioni.

Le stesse precipitazioni che hanno rallentato gli ultimi stacchi hanno però impresso una svolta fondamentale per la stagione futura, favorendo l’apertura anticipata di una significativa prima fioritura. Questo passaggio delicato richiede un immediato adeguamento della gestione agronomica per la difesa pre e post-fioritura. Il quadro climatico degli ultimi giorni è stato tuttavia caratterizzato da una forte disomogeneità, accompagnato in alcune zone da intense grandinate e forti venti che hanno colpito distretti come Patos de Minas, Perdizes, Serra do Salitre e Araxá. I danni arrecati a foglie, rami e boccioli rischiano di favorire l’ingresso di agenti patogeni e malattie batteriche, spingendo i tecnici a raccomandare interventi fitosanitari preventivi e una nutrizione bilanciata del suolo attraverso l’impiego di calcare, gesso e fertilizzanti organici.

Sul fronte generale, la chiusura quasi totale della campagna 2026/27 ha spostato tutta l’attenzione del mercato sulle prospettive della stagione 2027/28. L’accumulo di piogge nel mese di settembre, superiore alla media dell’ultimo decennio nella maggior parte delle regioni caffeicole brasiliane, ha ripristinato l’umidità nei terreni, ponendo premesse favorevoli per lo sviluppo delle colture. Gli analisti di Hedgepoint Global Markets evidenziano che, sebbene sia prematuro definire le stime di produzione, l’ampliamento delle superfici coltivate negli ultimi anni e il meteo propizio potrebbero compensare in parte l’effetto della fase di bassa produttività biennale tipica dell’arabica.

A livello globale, il quadro dell’offerta resta fortemente intrecciato all’andamento meteorologico e alla dinamica dei grandi Paesi esportatori. Nel segmento della robusta, il Vietnam ha registrato ad agosto esportazioni record per 2,1 milioni di sacchi, portando il totale dell’annata agraria a 27,7 milioni di sacchi, in crescita del 19,6% su base annua. Tuttavia, con scorte interne ormai ridotte ai minimi termini e con gli effetti del fenomeno El Niño che minacciano di prolungare la stagione secca e ridurre la disponibilità idrica per l’irrigazione nel Sud-est asiatico, le precipitazioni dei prossimi mesi rimarranno l’elemento chiave per determinare il reale equilibrio tra domanda e offerta sui mercati mondiali.

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