Il settore agrumicolo brasiliano affronta la stagione di raccolta 2026/27 in uno scenario di offerta ridotta, senza tuttavia margini per una significativa ripresa dei prezzi. La combinazione di un ciclo biennale negativo, condizioni meteorologiche sfavorevoli, scorte industriali elevate e una domanda internazionale più debole mantiene i prezzi delle arance su livelli bassi, mentre l’aumento dei costi di produzione pesa sui produttori.
Il raccolto di arance per il 2026/27 nella fascia agrumicola di San Paolo e nel Triângulo/Sudoeste Mineiro è stimato a 255 milioni di casse, in calo rispetto ai 295 milioni della stagione precedente e al di sotto dei 300 milioni considerati adeguati dal mercato. Il calo, dovuto all’alternanza d’annata e a precipitazioni irregolari con alte temperature che hanno danneggiato la fioritura e l’allegagione, ha portato la produttività media a 697 casse per ettaro, con una flessione del 14%.
Le esportazioni brasiliane di succo d’arancia mostrano un progresso limitato, nonostante oltre il 95% della produzione sia destinato all’estero. Le spedizioni sono cresciute solo del 3,7%, raggiungendo 805 mila tonnellate equivalenti di succo concentrato congelato (FCOJ) per 2,54 miliardi di dollari, a fronte di un aumento produttivo del 27% nell’annata precedente. La contrazione della domanda proviene soprattutto dall’Unione Europea, con un calo del 5,8% nelle consegne. Negli Stati Uniti, invece, le importazioni sono aumentate a causa della crisi produttiva in Florida, dove fattori climatici e patologie hanno ridotto la produzione a soli 13 milioni di casse.
La ricostituzione delle scorte industriali di succo d’arancia concentrato congelato ha allentato la pressione di acquisto all’inizio della nuova stagione, frenando qualsiasi reazione al rialzo dei prezzi sul mercato spot. Il prezzo delle arance destinate all’industria ha subito un calo del 30% in un anno, scendendo a 30,57 R$ a cassa, mentre le quotazioni del succo alla Borsa di New York sono crollate del 40%. Nonostante la flessione della materia prima, il prezzo al dettaglio negli Stati Uniti è rimasto elevato, toccando i 4,87 dollari a lattina di concentrato, fattore che ha causato una contrazione dell’8,3% nei consumi americani di succo d’arancia. In questo contesto, il succo d’arancia non concentrato (NFC) continua ad acquistare quote di mercato, arrivando a rappresentare il 43% delle esportazioni brasiliane.
I margini di profitto sono ulteriormente compressi dall’aumento dei costi per fertilizzanti, carburante e per i trattamenti fitosanitari necessari a contrastare il greening degli agrumi, una malattia batterica che nella sola stagione 2025/26 ha causato la perdita di quasi 50 milioni di casse di arance. Per sfuggire all’elevata incidenza dell’infezione, la coltivazione delle arance si sta progressivamente spostando verso nuove aree geografiche, sebbene le sfide fitosanitarie e i rischi legati alle anomalie climatiche rimangano elevati anche in vista delle future stagioni produttive.


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