Il mercato globale del caffè sta vivendo una fase di forte scossone e i prezzi internazionali sono volati ai massimi degli ultimi cinque mesi a causa del maltempo eccezionale che ha colpito il Brasile. Giugno, storicamente uno dei mesi più secchi e cruciali per la raccolta e l’essiccazione dell’Arabica, ha registrato quest’anno piogge straordinarie. Nel Minas Gerais, lo stato che guida la produzione nazionale, nell’ultima settimana del mese sono caduti ben 31,3 millimetri di pioggia, un dato sbalorditivo che supera quasi del 2000% la media storica del periodo. Questa ondata di maltempo fuori stagione ha paralizzato i lavori nei campi, innescando una reazione a catena che minaccia sia la quantità che la qualità del raccolto attuale, proprio mentre le scorte globali certificate della borsa di New York scivolano ai minimi degli ultimi due anni.
I dati diffusi dalle principali cooperative del Paese descrivono una situazione di grave ritardo. Presso la Cooxupé, la cooperativa di produttori di caffè più grande al mondo, la raccolta ha raggiunto appena il 24,9 per cento della superficie totale, segnando il ritmo più lento dal 2018. Il rallentamento è evidente in tutti i distretti strategici, con San Paolo al 26,5 per cento e il Cerrado Mineiro che registra la performance peggiore, fermandosi al 16,2 per cento. Anche la Expocacer segnala un avanzamento di appena il 27 per cento rispetto al 35 per cento dello scorso anno. Nelle aree più elevate e piovose, come São Gotardo e Rio Paranaíba, si è riusciti a raccogliere appena il dieci per cento del prodotto previsto, evidenziando un ritardo operativo che in alcune municipalità tocca ormai i trenta giorni.
Oltre a bloccare le macchine raccoglitrici e a rendere impraticabili le strade interne, l’umidità eccessiva sta provocando danni diretti ai frutti. Gli agronomi segnalano che le piogge battenti hanno causato la caduta a terra di circa il 25% dei chicchi maturi. Questo fenomeno aumenta drasticamente il volume del cosiddetto caffè macinato, ovvero i frutti che finiscono sul suolo umido dove fermentano rapidamente e rischiano di sviluppare muffe, perdendo gran parte del loro valore commerciale. Il problema si estende anche ai piazzali di essiccazione all’aperto, dove il caffè già raccolto è stato nuovamente bagnato, costringendo i produttori a un uso massiccio di essiccatori meccanici con un conseguente aumento dei costi energetici. Nelle aree come Araguari, si nota inoltre che molti frutti ancora verdi stanno passando troppo rapidamente alla fase di essiccazione, un’anomalia che rovinerà l’uniformità della maturazione.
Le prospettive per i prossimi mesi restano avvolte nell’incertezza a causa delle previsioni meteorologiche, che annunciano un mese di luglio caratterizzato da forti anomalie e forti contrasti termici. Sebbene i primi giorni di luglio stiano garantendo una temporanea tregua asciutta a Patrocínio e nel Cerrado Mineiro, utile a riattivare i passaggi nei campi e asciugare le scorte bagnate, i centri meteorologici brasiliani prevedono l’arrivo immediato di un fronte polare che abbasserà bruscamente le temperature nel Sud di Minas e a San Paolo. Successivamente, per la metà e la fine del mese, si stabilizzerà un blocco atmosferico che farà impennare le temperature ben sopra la media estiva, con picchi di calore intensi che aumenteranno l’evapotraspirazione e accentueranno il deficit idrico dei terreni.
Questa combinazione di shock climatici rischia di compromettere seriamente non solo la stagione in corso, ma anche i raccolti futuri. L’elevata umidità accumulata a giugno ha già provocato una fioritura precoce e indesiderata in diverse piantagioni del Cerrado Mineiro. La comparsa anticipata dei fiori, unita al forte caldo e alla siccità previsti per fine luglio, espone le piante a un grave stress termico e aumenta il rischio di proliferazione del punteruolo del caffè. Gli esperti del Centro di Studi Avanzati in Economia Applicata avvertono che questa maturazione irregolare inciderà pesantemente sulla produttività del prossimo anno. Di fronte a questo scenario e alle stime degli scienziati americani della Noaa, che danno al 67% la probabilità di un Super El Niño entro la fine dell’anno, i coltivatori brasiliani stanno riducendo al minimo le vendite di caffè, trattenendo i sacchi nei magazzini nella speranza di un ulteriore aumento dei prezzi e per tutelarsi contro i danni produttivi che si profilano all’orizzonte.


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