Caffè: scorte ai minimi e venti di guerra spingono i prezzi

Nella giornata di martedì 28 aprile 2026, le borse di New York e Londra hanno chiuso in rialzo, spinte da un mix critico di scorte ai minimi storici, incertezze geopolitiche e un aumento vertiginoso dei costi di produzione.

Il fattore principale che sostiene le quotazioni è il calo delle scorte certificate. A New York, i magazzini dell’ICE hanno registrato appena 494.508 sacchi di Arabica, il livello più basso degli ultimi due mesi. Questo deficit ha spinto il contratto con scadenza luglio a guadagnare lo 0,8%, chiudendo a 290,70 centesimi. Situazione analoga per la varietà Robusta a Londra, dove i prezzi sono risaliti dell’1,6% a 3.481 dollari. Nonostante l’avvicinarsi del raccolto brasiliano, gli analisti ritengono che il basso livello degli stock continuerà a fornire un solido supporto ai prezzi nel breve periodo.

Oltre ai dati tecnici di mercato, pesano le forti tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il timore di una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz sta destabilizzando le catene di approvvigionamento globali. Un blocco in quest’area non solo minaccia le rotte commerciali, ma ha già innescato un aumento generalizzato delle tariffe di spedizione, dei costi assicurativi, dei prezzi del carburante e dei fertilizzanti su scala internazionale. Questi rincari gravano direttamente su importatori e torrefattori, riflettendosi inevitabilmente sul prezzo finale della materia prima.

In Brasile, il conflitto in Medio Oriente sta peggiorando le condizioni commerciali per gli agricoltori. Secondo la società di servizi finanziari StoneX, l’impennata dei prezzi dei fertilizzanti ha messo i produttori di fronte a un bivio pericoloso. Con l’avvicinarsi della stagione degli acquisti nella seconda metà dell’anno, molti agricoltori stanno rinviando le decisioni a causa della volatilità. Tuttavia, il rinvio ha dei limiti: i coltivatori dovranno presto scegliere se assorbire i costi più elevati, riducendo i margini di profitto, o diminuire l’uso di input chimici, rischiando però un significativo calo della produttività futura.

Sebbene la chiusura recente sia al rialzo, il mese di aprile è stato caratterizzato da una forte instabilità. I dati del Cepea evidenziano che, nella prima parte del mese, i prezzi medi in Brasile avevano mostrato una flessione. La varietà Robusta ha toccato una media di R$ 903,90 per sacco, il valore più basso da marzo 2024, mentre l’Arabica si è attestata su una media di R$ 1.824,91, in calo del 4,6% rispetto a marzo. Questa pressione ribassista locale era dovuta principalmente all’imminente decollo della raccolta stagionale. Tuttavia, il mutato scenario geopolitico e il restringimento delle scorte globali sembrano ora destinati a contrastare questa tendenza, aprendo una fase di rinnovata incertezza per l’intera filiera del caffè.

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