Raccolto 2026/27: il Brasile si prepara a una produzione storica

Le prospettive per il settore caffeicolo brasiliano si tingono di ottimismo. Le ultime analisi condotte dalle principali società di consulenza del settore, Hedgepoint Global Markets e Safras & Mercado, convergono verso una revisione al rialzo della produzione per la stagione 2026/27. Le stime indicano volumi record che potrebbero oscillare tra i 75,65 e i 75,8 milioni di sacchi da 60 kg, segnando un incremento che, per alcuni osservatori, sfiora il 17% rispetto al ciclo precedente.

Il principale motore di questa crescita è rappresentato dalle condizioni meteorologiche favorevoli che hanno interessato il Paese a partire dalla metà di ottobre. Nonostante le precipitazioni medie del 2025 siano state inizialmente contenute, il ritorno di piogge costanti tra febbraio e marzo 2026, unite a temperature miti, ha garantito uno sviluppo ottimale dei chicchi. Questo scenario, integrato da un aumento della superficie coltivata e da investimenti in tecnologie agricole, ha permesso di massimizzare la resa delle piante, lasciando presagire un raccolto di qualità superiore.

La varietà Arabica guida la ripresa con una produzione stimata intorno ai 50 milioni di sacchi, registrando una crescita imponente che si attesta tra il 29% e il 33% rispetto alla stagione 2025/26, annata quest’ultima fortemente segnata dalla siccità. Parallelamente, anche il comparto del caffè Conilon/Robusta mantiene performance storicamente elevate. Si prevede un raccolto di circa 25,7 milioni di sacchi: pur segnando una lieve flessione rispetto all’anno precedente, si tratta del secondo volume più alto mai registrato in Brasile. La raccolta dei primi chicchi è già stata avviata in alcune regioni e si intensificherà tra la fine di aprile e maggio.

Nonostante le previsioni produttive siano eccellenti, il fronte commerciale appare più cauto. Le vendite anticipate per il raccolto 2026/27 sono attualmente al di sotto della media storica, attestandosi intorno al 14% del potenziale produttivo contro una media quinquennale del 23%. I produttori sembrano non avere urgenza di vendere, preferendo dare priorità allo smaltimento delle scorte ancora disponibili in magazzino. Questa tendenza è alimentata dalla volatilità dei prezzi, dalle incertezze geopolitiche legate ai conflitti in Medio Oriente e dai costi finanziari che inducono i compratori internazionali a posticipare i rifornimenti.

Per la stagione 2026/27 si prevede comunque una ripresa delle esportazioni brasiliane, sostenuta dalla massiccia offerta interna. L’abbondanza di Arabica potrebbe esercitare una pressione al ribasso sui prezzi nei prossimi mesi, mentre la Robusta dovrebbe mantenersi su livelli di prezzo competitivi grazie all’aumento della produzione non solo in Brasile, ma anche in nazioni chiave come Vietnam e Uganda. Tuttavia, gli analisti avvertono che questo scenario resta subordinato all’evoluzione climatica dei prossimi mesi, con particolare attenzione al possibile manifestarsi del fenomeno El Niño.

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