Il Brasile si prepara ad affrontare un’annata agricola di estrema complessità, sospesa tra le stime di un raccolto record per il ciclo 2026/27 e l’impatto devastante di eventi climatici estremi che hanno colpito il Paese nelle ultime settimane. Secondo le proiezioni diffuse a febbraio 2026 dalla Companhia Nacional de Abastecimento (Conab), la produzione complessiva dovrebbe attestarsi sui 66,2 milioni di sacchi, segnando una crescita del 17,2% rispetto alla stagione precedente. Nello specifico, la varietà Arabica è stimata in 44,1 milioni di sacchi, grazie a una fase di fioritura che aveva beneficiato di condizioni inizialmente ideali, mentre il Robusta prosegue la sua espansione con una previsione di 22,1 milioni di sacchi, sostenuta da investimenti in irrigazione e nuove tecnologie.
Tuttavia, questo scenario di abbondanza è stato messo a dura prova da un’ondata di maltempo eccezionale che ha travolto il sud-est del Paese. Piogge torrenziali, con accumuli che in diverse località hanno superato i 150 millimetri in meno di ventiquattr’ore, hanno colpito il Minas Gerais, centro nevralgico della produzione caffeicola mondiale. Tra il 23 e il 25 febbraio, la situazione è precipitata: le inondazioni e le frane hanno causato decine di vittime e migliaia di sfollati, portando il governo federale a dichiarare lo stato di calamità il 24 febbraio. Le aree di Mogiana Paulista e del sud del Minas Gerais, cruciali per la qualità dell’Arabica, hanno registrato precipitazioni record che hanno saturato i terreni e danneggiato le infrastrutture rurali.
Se le piogge di gennaio erano state considerate benefiche per il riempimento dei chicchi, l’eccesso idrico della seconda metà di febbraio introduce ora rischi fitosanitari significativi. Gli esperti segnalano che l’umidità persistente potrebbe favorire la diffusione di malattie fungine, compromettendo la qualità del raccolto proprio nelle fasi finali dello sviluppo. Mentre nelle regioni settentrionali dell’Espírito Santo le precipitazioni si sono parzialmente attenuate dopo un gennaio critico, l’allerta resta massima nelle zone interne, dove il maltempo ha rallentato le operazioni di manutenzione delle colture. Gli operatori del mercato monitorano ora con estrema cautela l’evolversi delle condizioni meteorologiche di marzo: la possibilità di raggiungere il traguardo storico dei 60 milioni di sacchi dipenderà dalla capacità di tenuta delle piantagioni di fronte a un clima sempre più volatile.


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