Export agrumicolo dal Brasile: volumi in ripresa (+9,6%), fatturato giù del 34%

Le esportazioni di succo d’arancia brasiliano dal porto di Santos registrano una ripresa nei volumi spediti, ma scontano un brusco calo degli incassi sul mercato internazionale. Nel primo trimestre della campagna agricola 2026/27, compreso tra luglio e settembre, le spedizioni complessive di succo concentrato congelato (FCOJ equivalente a 66° Brix) hanno raggiunto le 203,2 tonnellate. Il dato segna una crescita del 9,6% rispetto alle 185,4 tonnellate registrate nello stesso trimestre dell’annata precedente. Tuttavia, le entrate totali generate dal settore sono precipitate a 489,7 milioni di dollari, mettendo a segno un calo del 34,4% su base annua.

L’andamento complessivo del comparto riflette un quadro complesso sul fronte dell’offerta globale. Come evidenziato dal direttore esecutivo di CitrusBR, Ibiapaba Netto, sebbene la crescita rispetto alla scorsa stagione rappresenti un segnale positivo, il volume esportato resta ancora inferiore del 14% rispetto alla media quinquennale di 237 tonnellate. Le elaborazioni di CitrusBR, basate sui dati ufficiali forniti dalla Segreteria del Commercio Estero del Ministero dell’Industria, del Commercio e dei Servizi (MDIC), tracciano una fotografia dettagliata dei principali sbocchi commerciali del prodotto brasiliano.

Nord America ed Europa continuano a rappresentare i pilastri fondamentali della domanda di succo d’arancia dal Brasile, assorbendo insieme oltre il 92% dei volumi complessivi esportati via mare dal terminal di Santos. Gli Stati Uniti e il Canada si confermano la prima destinazione geografica con 96,0 tonnellate importate, pari al 47,2% del totale. Il dato segna un incremento del 6,4% in volume rispetto alle 90,2 tonnellate dello stesso periodo della stagione 2025/26, mentre il valore economico è sceso del 32,7%, passando da 337,0 a 226,6 milioni di dollari. Nel contesto di un orizzonte temporale più ampio a partire dalla campagna 2022/23, il volume destinato al mercato nordamericano risulta tuttavia in crescita del 53,6%.

Un andamento analogo si registra nel Vecchio Continente, dove le importazioni si sono attestate a 91,8 tonnellate, pari al 45,2% del totale esportato dal Brasile. Pur registrando un aumento del 4,8% rispetto alle 87,6 tonnellate del trimestre 2025/26, il fatturato generato sul mercato europeo ha subito una contrazione del 39,7%, fermandosi a 222,7 milioni di dollari contro i 369,3 milioni del periodo precedente. A differenza di quanto osservato per il Nord America, l’analisi su scala quinquennale evidenzia per l’Europa un drastico calo delle richieste, con volumi contratti del 48,7% rispetto alla stagione 2022/23.

Sui mercati asiatici le dinamiche commerciali mostrano forti variazioni percentuali nei volumi, ma pesi ancora marginali sulle quote totali di export. La Cina ha raddoppiato le sue richieste raggiungendo 7,3 tonnellate, pari al 3,6% del totale esportato, con un incremento volumetrico del 111,5% rispetto alle 3,4 tonnellate dell’anno precedente; il fatturato si è invece contratto del 4,7% a 18,0 milioni di dollari, mentre il trend quinquennale registra un calo del 52,6%. In Giappone le spedizioni sono cresciute del 66,9% a 2,7 tonnellate per un fatturato di 7,3 milioni di dollari, con un calo del valore del 22,5% e un ridimensionamento del 66,6% nell’arco delle ultime cinque campagne. La Corea del Sud ha segnato un modesto ritorno sul mercato con 135 tonnellate equivalenti e 308 dollari di fatturato dopo l’assenza totale dello scorso anno, mentre l’India non ha registrato alcun flusso commerciale. Gli altri mercati minori hanno assorbito 5,3 tonnellate generatrici di 14,8 milioni di dollari.

Infine, il bilancio del trimestre comprende i dati dedicati ai sottoprodotti della lavorazione degli agrumi. La farina di polpa d’agrumi ha registrato un calo del 29,4% in volume rispetto all’anno scorso con 39.347 tonnellate per 20,3 milioni di dollari, posizionandosi del 21,5% sotto la media quinquennale. Al contrario, l’olio essenziale d’arancia ha mostrato un vero e proprio balzo con 5.088 tonnellate per 58,6 milioni di dollari, in rialzo del 138,6% rispetto alla campagna 2025/26 e del 24,7% sopra la media storica. Per quanto riguarda i derivati minori, i terpeni sono saliti del 41,9% a 2.578 tonnellate e 25,7 milioni di dollari, mentre le cellule d’agrumi sono crollate del 74,6% rispetto alla stagione precedente, attestandosi a 28 tonnellate e 46 milioni di dollari.

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