Al via dal 1° ottobre il nuovo accordo internazionale sul cacao

Il nuovo Accordo internazionale sul cacao del 2026 entrerà definitivamente in vigore il prossimo 1° ottobre, segnando una svolta storica nella regolamentazione e nella cooperazione globale della filiera. La decisione è stata formalizzata dal Consiglio dell’International Cocoa Organization (Icco) durante la sua 114ª sessione ordinaria, tenutasi ad Abidjan dal 14 al 18 settembre. Si apre così una nuova fase per un comparto duramente messo alla prova negli ultimi anni da forti fluttuazioni dei listini, tensioni climatiche e una crescente attenzione alle condizioni di vita dei coltivatori.

L’International Cocoa Agreement 2026 era stato inizialmente adottato il 13 febbraio 2026 a Ginevra durante la Conferenza delle Nazioni Unite chiamata a definire il nuovo trattato destinato a subentrare a quello del 2010, giunto a scadenza il 30 settembre. Il nuovo testo, che rappresenta l’ottavo accordo internazionale nella storia del settore, introduce un’importante novità strutturale: a differenza dei precedenti strumenti caratterizzati da scadenze predeterminate e continue proroghe, l’Accordo del 2026 istituisce un quadro di cooperazione a tempo indeterminato, garantendo piena continuità istituzionale all’Icco e adeguando l’organizzazione ai mutevoli equilibri del mercato globale.

Il cuore pulsante del nuovo impianto normativo è rappresentato dal rafforzamento della sostenibilità economica e dalla tutela dei piccoli produttori. Affiancando la dimensione economica a quelle ambientale e sociale, l’accordo mette al centro la capacità dei coltivatori di ottenere un reddito adeguato. Il portavoce dei Paesi produttori presso l’Icco, l’ivoriano Aly Touré, ha evidenziato come l’intesa sia cruciale per le economie d’origine, sottolineando che il testo pone un forte accento sulla necessità di garantire un prezzo remunerativo agli agricoltori. Touré ha ricordato l’imprescindibile interdipendenza tra coltivatori, trasformatori e industria, sintetizzando la questione con un chiaro monito: senza cacao non può esistere il cioccolato.

Un altro obiettivo strategico fondamentale è l’incentivo alla trasformazione della materia prima direttamente nei Paesi di origine. L’intento dell’Icco è consentire alle economie produttrici, in particolare quelle africane che detengono la quota maggioritaria dell’offerta mondiale, di trattenere una percentuale più elevata del valore aggiunto generato lungo la filiera, superando la storica dipendenza dalla sola esportazione delle fave grezze.

Tra le nazioni apripista che hanno già sottoscritto il testo o avviato l’applicazione provvisoria figurano la Costa d’Avorio, il Togo, il Nicaragua e la Repubblica Democratica del Congo. Contemporaneamente, il Consiglio dell’Icco ha sollecitato gli altri Paesi esportatori e importatori ad accelerare le proprie procedure di adesione, mentre l’Unione Europea sta completando i passaggi interni di recepimento. Prosegue in parallelo il dialogo con il settore privato e i rappresentanti dell’industria, come la European Cocoa Association (Eca) e Caobisco.

L’avvio del nuovo corso da Abidjan, capitale economica del primo produttore mondiale e sede dell’Icco, proietta l’organizzazione fondata nel 1973 sotto l’egida dell’ONU verso una grande sfida: tradurre le direttive programmatiche in strumenti operativi concreti capaci di stabilizzare i redditi, rafforzare le economie locali e garantire la massima trasparenza lungo la catena di approvvigionamento mondiale.

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